La storia della scritta Hollywood

Storia Scritta Hollywood

Bianca e superba domina le colline di Los Angeles.
E’ la scritta più iconica che il mondo conosca, nove lettere simbolo della città degli angeli e del suo paradiso cinematografico: Hollywood.

Tutti la conosciamo e abbiamo sognato almeno una volta di vederla dal vivo…ma chi di voi conosce la sua storia? 🙂

Poi è successo che sulle strade immense di Los Angeles questa enorme scritta mi è apparsa davanti all’improvviso, 9 letterone mi hanno colpito dritto in faccia, e lì ho avuto la sensazione di trovarmi in un film e  mi è partita la vena della curiosità…

Così, davanti un enorme cappuccino fumante, scopro la storia della scritta Hollywood.

Era il 1923, quando la scritta Hollywoodland comparve per la prima volta sulla città di Los Angeles per pubblicizzare la vendita di case in questo nuovo quartiere emergente chiamato Hollywood…
Hollywoodland... 13 lettere in legno, alte 14 metri, illuminate da 40mila lampadine, un investimento pubblicitario che dopo 18 mesi sarebbero dovute essere rimosso.

Invece… gli anni della Grande Depressione erano vicini e l’azienda pubblicitaria smise di occuparsene, tanto che la scritta rimase lì finché la città di Los Angeles non decise di prendersene cura: l’industria cinematografica di Hollywood cresceva sempre più, così perché non togliere solo la scritta LAND e promuovere il mercato del cinema?

Così, all’inizio degli anni ’50, la scritta Hollywood comincia a diventare famosa in tutto il mondo, icona dello sfarzo e della ricchezza del mondo del cinema.

Ma la bellezza ha un prezzo e va curata!
Le famose 9 lettere erano in legno, così termiti e condizioni atmosferiche non tardarono ad arrivare e pian piano la scritta cominciò a deteriorarsi.

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Sutro Baths | San Francisco

Sutro Baths, San Francisco

Questo è il tramonto più bello della mia San Francisco.

Le parole non servono, per me c’erano tutti gli ingredienti necessari  per un finale perfetto: oceano, onde, la persona giusta e una storia da raccontare.

Quale storia? 🙂

Quelle che vedete in foto sono delle rovine, nulla a che vedere con i fori romani eh, ma sicuramente sono qualcosa di originale in città, è tutto quello che resta dei famosi Sutro Baths.

E cosa sono i Sutro Baths?

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La Coit Tower: la storia della Signora di San Francisco

Coit Tower

La Coit Tower per me è la vera Signora di San Francisco.

Riconoscerla è semplicissimo, la si vede spesso svettare su una delle colline più importanti della città, circondata dai suoi alberi a sorvegliare tutta la baia.

La signora di San Francisco ha 83 anni, alta 64 metri, tutta d’un pezzo in cemento armato e con uno stile completamente Art Decò – come tanta architettura in questa città che sto adorando ogni giorno di più!

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Cosa vedere a San Francisco #2: Golden Gate Fortune Cookies Factory

Lucky Cookie in SF

Lo so, lo so… vi starete chiedendo cosa c’entrano i biscotti della fortuna, classicone cinese, con San Francisco?

Se vi semplifico tutto dicendovi che San Francisco è la città con la comunità cinese più grande e antica d’America, capirete anche perché la fabbrica dei biscotti della fortuna è un’ attrazione carina da non perdere in città.

Fino a poco fa, la mia conoscenza sui biscottini della fortuna era circoscritta al post-cena dei ristoranti cinesi, un bel messaggino per digerire la serata, ma quando mi sono trovata davanti alla Golden Gate Fortune Cookies Factory qualcosa è cambiato.

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La mia Beverly Hills

Beverly Hills

Nella mia fantasia, ferma all’adolescenza degli anni ’90, sulle strade di Beverly Hills c’è ancora Dylan che sfreccia sulla sua Porsche e giovani miliardari che si ritrovano al Peach Pit.

Nella realtà, durante la mia visita, sulle ricche strade della cittadina ho incrociato solo asiatici fare shopping e arabi con automobili esagerate…

Lo scontro con la realtà è stato duro da accettare (alla fine del post troverete una curiosità sul Peach Pit!) ma, nonostante ciò,  penso che Beverly Hills sia una tappa obbligatoria per chi visita Los Angeles e per tornare a casa con una foto ricordo!
(Anche perché una foto è l’unica cosa che ci si può permettere!)

Cosa importante da tenere in considerazione è che Beverly Hills non è raggiungibile con nessun mezzo pubblico (si dice che i ricconi della zona vogliano così per mantenere un certo status…) quindi bisogna organizzarsi noleggiando un auto o con uno dei tanti bus tour che vengono proposti ad ogni angolo delle zone turistiche di LA. (In questo caso si risparmia sul parcheggio ma si è limitati con il tempo).

Prima della mia visita, quando mi capitava di parlare di Beverly Hills, la seconda cosa che mi veniva in mente dopo Dylan McKay era Rodeo Drive.
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La leggenda della Dama Bianca di Stow Lake – Golden Gate Park

Stow Lake nel Golden Gate Park

C’era una volta, in riva al grazioso Stow Lake, nel Golden Gate Park di San Francisco, una giovane donna con la sua figlioletta nel passeggino.

La giovane donna si riposava su una panchina in riva al lago con il passeggino al suo fianco, quando un’altra donna si avvicinò e le due cominciarono a chiacchierare tranquillamente.
Ma qualcosa di terribile accadde.
Silenziosamente, il passeggino cominciò a rotolare, sempre più vicino alla riva del lago.

Quando la conversazione finì, la giovane donna si rese conte che il passeggino non era più accanto a lei, e terrorizzata cominciò a correre per il parco urlando a tutti: “Have you seen my baby?”

La donna passò tutto il giorno e tutta la notte seguente a cercare disperatamente la sua bambina e continuando ad urlare “Have you seen my baby?”.

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Cosa vedere a San Francisco #1 Haight/Ashbury

casa di Janis Joplin

Andare alla ricerca degli angolini più nascosti e particolari è il mio hobby preferito e quando sono in viaggio non c’è cosa che mi diverte di più!

Qui a San Francisco, avendo molto tempo libero, ho davvero la possibilità di vagabondare e curiosare su tutto quello che mi attira.
Così, ho pensato di creare un insieme di post, “Cosa vedere a San Francisco” per collezionare le chicche che scopro tra le strade della City by the Bay e condividerle con voi 🙂

Questo primo post piacerà agli amanti del Rock’n Roll e se tra di voi c’è qualcuno che ha in mente un giro a San Francisco, prendete carta e penna perché non potete perdervela!

Immaginate la San Francisco degli anni 60, la città simbolo della beat generation, immaginate di passeggiare tra hippies e figli e de fiori … Oggi, un pò di questa vecchia atmosfera si può respirare nel quartiere di Height- Ashbury.

E’ proprio qui, che tra negozi vintage e personaggi stralunati, ho scoperto una parte della città con una vera anima rock. In queste strade hanno vissuto e lavorato due artisti che hanno rivoluzionato la scena musicale mondiale…
Curiosi? Segnate gli indirizzi!

Al 1524 di Haight Street, c’è una casa rossa con un murales enorme. Il disegno rappresenta il chitarrista più famoso al mondo. E’ la casa in cui Jimi Hendrix ha vissuto durante il suo periodo californiano.
Nella casa non si può entrare ma se fate lavorare l’immaginazione sarà facile calarsi in un’atmosfera bohèmienne.

Casa di Jimi Hendrix, 1254 Haight Street
Casa di Jimi Hendrix, 1254 Haight Street

 Non lontano da Jimi Hendrix, in una traversa vicina, al 635 di Ashbury Street, c’è una casa tutta rosa, ed è lì che Janis Joplin ha vissuto durante i primi anni della sua carriera.
In pochi metri di strada c’è un pezzo di storia della musica!

Casa di Janis Joplin, 365 Ashbury Street
Casa di Janis Joplin, 365 Ashbury Street

Una passeggiata per Haight e Ashbury Street non può mancare, non è una zona molto vicina alle solite mete turistiche ma è perfetta per gli amanti del vintage e  per chi ancora ha un animo rock ‘n roll!

Se vi ho appassionato un pò, ecco cos’altro vedere a San Francisco:
Dove mangiare i biscottini della Fortuna in piena China Town

Enjoy! 🙂

Le regole di Alcatraz

Alcatraz vista dalla città

Tutti conoscono Alcatraz ma pochi conoscono le sue regole.

La vita nel carcere di massima sicurezza tra le gelide acque della baia del Pacifico non era certo facile, ricordate come il direttore del carcere da il benvenuto al criminale Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz?
“Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione… ti mandano da noi”.

Alcatraz era il carcere di massima sicurezza più sicuro degli Stati Uniti, il luogo dove venivano spediti i detenuti con una cattiva condotta in altre carceri, chi era a rischio evasione e chi era considerato violento e pericoloso.

Una piccola finestrella faceva sospirare i detenuti
Una piccola finestrella faceva sospirare i detenuti

Ad ogni detenuto veniva dato un libretto con le regole di comportamento di Alcatraz. Ogni detenuto doveva conservare il prioprio libretto nella propria cella.
Un piccolo libretto con il potere di appiattire la speranza e l’orgoglio di ogni detenuto.

Le regole di Alcatraz erano 52.
52 punti dettavano la condotta del carcere più duro d’America. Pulizia personale, cibo, lavoro e ore d’aria, tutto era strettamente dettato da regole e strettamente controllato.

Tra le 52 regole, queste sono quelle che mi hanno colpito di più… se così si può dire!

  • 5. I PRIVILEGI
    Cibo, vestiti, protezione e cure mediche sono i gli unici privilegi di Alcatraz.
  • 28. LA ROUTINE GIORNALIERA
    Con la sveglia alle 7, (weekend e festivi alle 7.15) tutta la giornata è scandita da precisi orari.  Alle 9.30 di sera si spegne la luce della cella e a nessuno è permesso parlare o fare rumore.
    Durante la giornata i detenuti vengono contati 12 volte.
    I film vengono proiettati due volte al mese di domenica e nei festivi.
  • 30. LE REGOLE NELLE CELLE E NEI CORRIDORI
    Nei corridori è vietato indossare il cappello. Si può fumare nella cella, nella biblioteca e nel Blocco A. E’ vietato fumare nei corridoi.
    E’ vietato attaccare poster o mensole ai muri.
    Il pavimento deve essere pulito.
    Non buttare l’immondizia nel water.
    Gli unici oggetti permessi nella cella sono: scarpe, pantofole, cestino per l’immondizia, tele e strumenti musicali (ma è vietato cantare).
    Si può ascoltare la radio quando si ha il permesso.
    Rumori non necessari sono vietati.
    E’ obbligatorio spegnere la luce della cella quando si va in mensa.
  •  32. ABBIGLIAMENTO
    L’uniforme standard dei detenuti consiste in una camicia blu, pantaloni bianchi e blu, una cinta in vita e scarpe. La camicia deve essere essere abbottonata eccetto per il bottone del collo. Le maniche abbottonate. La cintura deve essere indossata con il numero di matricola in bella vista.
  • 34. CAPELLI
    E’ vietato pettinarsi in maniera inusuale o fare tagli particolari. Tutto deve essere approvato. I capelli si tagliano ogni 3 settimane.

    Le 52 regole erano le sacrosante leggi della vita ad Alcatraz.
    Chi sbagliava veniva punito con la reclusione in un blocco particolare senza luce, senza letto e senza pulizia, conosciuto tra i detenuti come “The Hole”.
    E anche in questo caso Clint Eastwood ci regala un assaggio.

    Sul sito dell’ex prigione federale, trovate tutto il regolamento e se ho acceso la curiosità, spulciate sul sito per approfondire la storia di Alcatraz, conoscere i detenuti più famosi e le storie delle evasioni (tentate e riuscite… forse) più spettacoli della storia americana!

  • Alcatraz (2)
    Cella di Alcatraz
    Alcatraz
    Le celle erano distribuite su due livelli
    Alcatraz (4)
    Un messaggio all’esterno di Alcatraz
    Alcatraz (5)
    I corridoi avevano nomi piuttosto ironici
    Alcatraz (6)
    La piazza principale… Times Square
    Alvatraz
    Ogni cella era destinata ad un solo detenuto

Passeggiando per Pacific Heights – San Francisco

Vista da Alta Plaza park sulla city

Passeggiare per Pacific Height è una ventata d’aria fresca.

Questo quartiere sarà la mia casa per i prossimi due mesi e non potevo essere più fortunata 🙂

Immaginate di uscire la mattina e di ritrovarvi tra l’eleganza delle case vittoriane con le loro enormi finestre e i loro colori bizzarri.
Immaginate di passeggiare tra le strade del quartiere con il vostro coffee to-go e rimanere sbalorditi davanti ad ogni salita o discesa che vi ritrovate davanti. Forza e coraggio che lo sforzo verrà ripagato.

Eh si, avete presente le famose strade in pendenza di San Franscisco?
In questo quartiere danno il meglio regalando viste mozzafiato sulla baia!
Continuiamo la passeggiata, io scelgo sempre il lato del marciapiede dove c’è il sole per godermi il tepore della California. Agli incroci avrete la precedenza su tutti, chiunque in macchina, inchioderà pur di farvi passare.
Ogni passante vi saluterà e ogni vicino vi darà il buongiorno.
A me sembra un altro mondo.

Al pomeriggio, il mio parchetto preferito, il Alta Plaza Park, si riempie di bambini, sportivi, dog sitters, gruppi di yoga e thai-chi. Da Alta Plaza Park c’è una visuale speciale sia sulla città che sulla baia.

Vista da Alta Plaza park sulla baia
Vista da Alta Plaza park sulla baia
I panorami di Pacific Heights
I panorami di Pacific Heights

Scommettiamo che non riuscirete a smettere di camminare con la testa all’insù? Io sono qui da una settimana e ancora sto li a curiosare tra le case e a meravigliarmi di questo cielo così blu.

Le case e il cielo di San Francisco
Le case e il cielo di San Francisco

Pacific Heights è sicuramente uno dei quartieri più eleganti in città e per questo privilegiato per la sua tranquillità.
E forse, è proprio questa sensazione di calma il primo paragone inevitabile  con la mia vita romana. Quindi ora questa pace me la godo tutta!

Pacific Heights non è forse tra i quartieri più turistici ma una passeggiata vi può regalare viste davvero emozionanti, tra Bush Street, Presidio Avenue, Union Street and Van Ness Avenue e regalarvi qualche curiosità

Proprio qui, in un giorno del 1955, di preciso era il 7 Ottobre, in una delle strade che preferisco, Fillmore Street, nasceva la Beat Generation.

In quella sera d’Ottobre, l’artista Kenneth Rexroth, decise di organizzare una serata con tutti i suoi amici poeti, proprio al 3119 di Filmore Street, sede della Six Gallery, una galleria d’arte ricavata da una vecchia officina.
Una serata all’insegna della poesia, dove tutti erano invitati a recitare le proprie composizioni.
Quella sera era presente anche un certo Jack Kerouac, che però non volle partecipare ma preferì raccogliere monetine tra gli invitati…

Vi sto incuriosendo? 🙂
Non resta che mettere delle scarpette comode ed esplorare questa città!

Pacific Height (2)
Le casette vittoriane che mi affascinano sempre

 

La casetta del mio vicino
La casetta del mio vicino
Vista sulle casette da Alta Plaza park
Vista sulle casette da Alta Plaza park
Le strade di Pacific Heights
Le strade di Pacific Heights
La salita micidiale in Broderick Street, dove neanche le auto pssono circolare!
La salita micidiale in Broderick Street, dove neanche le auto pssono circolare!