Piramide Cestia: un pò di Egitto nel cuore di Roma

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Nel cuore di Roma c’è una piramide che svetta tra il traffico e le antiche mura aureliane della città. Si, è proprio una piramide stile egizio nel bel mezzo della storia e dell’architettura romana: è la famosa Piramide Cestia!

Anche se si tratta di un monumento simbolo dei romani e rappresentante di un intera zona della città, il quartiere Ostiense, da molti commenti ho scoperto invece che la Piramide risulta sconosciuta a ancora da molti turisti.

E allora qui tocca a me raccontarvi qualcosa! 🙂

Partiamo col dire che l’antico Egitto ha affascinato i romani sin da quando Augusto lo annesse come provincia dell’ impero, quindi si pensa che la nostra piramide sia una conseguenza di questa ammirazione. Anche in passato la moda aveva una certa importanza!

Infatti, un certo Caio Cestio Epulone, pretore romano e tribuno della plebe, forse affascinato dalla maestosità delle piramidi decise di far costruire il suo sepolcro proprio in classico stile egizio. Come diremo oggi Egizio Inspired 🙂

Da studi storici si calcola che il sepolcro fu costruito tra il 18 a.C. e il 12 a.C. e anche se non abbiamo una data certa sulla costruzione, siamo invece molto sicuri del volere del nostro Caio Cestio.
Forse di carattere un pò diffidente, Caio diede specifiche indicazioni sulla costruzione della tomba piramidale dopo la sua morte: nel testamento scrisse chiaramente che la piramide doveva essere costruita in meno di 330 giorni, altrimenti i suoi eredi non avrebbero visto neanche un sesterzo.
Questa storiella è proprio incisa nel marmo, sul lato della Piramide che da su Piazzale Ostiense.

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Quartiere Coppedè: un angolo stravagante nel cuore di Roma

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Il quartiere Coppedè è un angolo stravagante di Roma, dove il tempo sembra essersi fermato e il mistero crea un’atmosfera surreale.

Eppure siamo nel bel mezzo del traffico romano, tra Via Tagliamento e Piazza Buenos Aires, in quartiere della città seppur molto elegante comunque caotico.
Ma basta girare un angolo e magia…

Il quartiere Coppedè non è proprio un quartiere in termini di dimensioni perché consiste in sole 26 palazzine e 17 villini e prende il nome dal suo architetto Gino Coppedè, un architetto fiorentino che dal 1915 al 1927 si dedicò a questo progetto romano. Siamo negli anni del Fascismo ma basta un’occhiata per capire che la sua opera è di più quanto lontano possa esistere dalla classica e geometrica architettura fascista.

Un progetto misterioso quello di Coppedè, che rimase infatti incompiuto dopo la sua misteriosa morte, c’è chi parla di malattia e chi addirittura di suicidio in quanto personaggio legato alla massoneria… fatto sta che di mistero e simbologia esoterica in questo quartiere ce n’è tanto!

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Movember: Novembre è proprio un mese coi baffi

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La prima volta che ho sentito parlare di Movember ero a New York, circondata da maratoneti, residui di Halloween e ragazzi con baffi…neanche un ragazzo senza barba o senza baffi!

Così ho scoperto Movember e da allora ogni anno lo celebriamo, con o senza baffi 🙂

Ma cos’è MOVEMBER?

Movember è un movimento nato con la fondazione Movember Foundation: un’organizzazione no profit, ideato da 4 giovani australiani e che ha come unico scopo quello di ridurre il numero delle morti giovanili causate del cancro alla prostata.

Moustache + November = Movember 🙂
Praticamente durante tutto il mese di Novembre, i “Mo Bros”, in slang americano i “Fratelli di Baffo”, si lasciano crescere baffi e anche la barba come simbolo di supporto alla causa, per sensibilizzare i giovani sui tumori  e naturalmente raccogliere fondi per la ricerca scientifica.

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Il Gazometro: il gigante d’acciaio di Roma

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Un gigante di acciaio sulla riva del Tevere, ormai protagonista di film e cartoline, compagno dei romani e piano piano anche riconosciuto dai turisti, è lui, il famoso Gazometro! (o Gasometro)

Per me non esiste giornata senza Gazometro, nel mio tragitto casa- lavoro, nelle mie passeggiate, all’alba, al tramonto, di notte,   lui è sempre lì, è la mia certezza.
Per me quando c’è il gazometro c’è casa 🙂

Ma cos’è questo Gazometro?
Ormai lo si vede sempre più spesso tra ambientazioni cinematografiche, foto storiche e come protagonista della nuova architettura industriale.

E infatti, se oggi è simbolo immobile e anche un pò abbandonato del panorama urbano romano, per capire la sua storia bisogna immaginare una Roma del passato, quando la città cominciava ad aprirsi alle “nuove tecnologie”.
Bisogna fare un salto nei primi anni del ‘900, precisamente il grande gazometro entrò in funzione nel 1937 ed era l’anima elettrica della città, un enorme contenitore di gas destinato sia all’illuminazione della città che all’uso domestico.
Una vera e propria innovazione per la città!
Non è difficile incontrare nostalgici romani del quartiere Ostiense che ricordano la loro infanzia legata ai ritmi del gazometro e di come  lo spettacolo del gas che pian piano saliva e riempiva la struttura d’acciaio facesse parte della loro quotidianità.

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La vera storia di Halloween: un salto nella magica Irlanda

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La vera Storia di Halloween, tra scherzetti e zombie, nasce nella magica Irlanda ed è strettamente legata alla sua cultura popolare.

Anche voi pensavate fosse “un’americanata”, vero?
Invece no, il merito è tutto degli irlandesi e in America ci è arrivata dopo, dove forse ha perso un pò dei suoi tratti magici ma… andiamo con calma e immergiamoci nella vera atmosfera del regno dei morti…

In Irlanda si racconta una vecchia favola popolare che ha come protagonista un vecchio fabbro ubriacone di nome Jack. Una sera di tantissimi anni fa mentre beveva le sue birre in un pub, Jack fu disturbato dal Diavolo in persona, deciso a reclamare la sua anima.
Jack ubriaco ma furbo e chiese al Diavolo un ultimo favore in cambio della sua anima: qualche moneta per bere un’ultima birra. Il Diavolo accettò ma non avendo soldi con sé decise di trasformarsi in una moneta per pagare l’oste.
Jack, scaltro, prese la moneta e se la infilò in tasca accanto ad una croce d’argento, aveva fregato la Morte, a contatto con la croce il Diavolo non poteva prendere più le sue sembianze!

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Marzamemi in 10 scatti

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Placide barchette bianche e blu, le reti dei pescatori e lo loro rughe, gatti panciuti, una piazza di pietre bianche, fichi d’india e un orologio che indica un tempo lento, così lento che sembra appartenere ad un altro mondo.
Si, potrebbe essere perfettamente un set cinematografico ma invece è realtà. E’ la realtà di Marzamemi, un incantato borgo di pescatori, all’estremo sud della Sicilia, a 3 km da Pachino, il paese del pomodorino che tutto il mondo ci invidia 🙂

Una volta messo piede in questo paesino, si viene catapultati in un altra epoca e lontano dal periodo turistico, la sensazione di tempo dilatato è ancora più forte e affascinante.

Io amato questo piccolo paesino fin da subito, quando appena arrivata, mentre stavo per scattare una foto al porticciolo, mi rendo conto che un gruppo di pescatori che tirava su le reti dopo una giornata di lavoro, si stava mettendo in posa sorridendo, solo per me  per regalarmi uno scatto indimenticabile <3

Credo proprio che il modo migliore per condividere con voi le emozioni e raccontarvi Marzamemi sia proprio attraverso delle fotografie, infatti ho scelto 10 scatti che per me racchiudono la vita di questo borghetto.

Piazza Regina Margherita, la piazza principale di Marzamemi, tutta bianca e con due chiese entrambe dedicate a San Francesco, protettore del borgo. La piazza è piena di locali e bar dove cenare o rilassarsi con un aperitivo.
Piazza Regina Margherita, la piazza principale di Marzamemi, tutta bianca e con due chiese entrambe dedicate a San Francesco, protettore del borgo. La piazza è piena di locali e bar dove cenare o rilassarsi con un aperitivo.
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Angoli magici di Marzamemi, starei seduta li a sorseggiare drink e leggendo un libro per ore ed ore…
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I vicoletti tra le case dei pescatori
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La Chiesa vecchia di San Francesco d’Assisi
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Le mie preferite… le case dei pescatori in bilico tra il blu e i fichi d’india
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Semplicemente il mare di Marzamemi
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Una delle stradine principali di Marzamemi che dalla tonnara porta alla piazza principale. Se decidete di mangiare qualcosa qui vi faranno compagnia parecchi gattini in attesa di un vostro assaggio.
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Una Parte di Marzamemi vista dal pontile del porto
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La vista dalla tonnara di notte
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Il tramonto sul laghetto di Marzamemi

Marzamemi è un borgo davvero piccolo ma ricco di storia e, come avrete visto dalle foto, le parole non servono per descriverlo.
Marzamemi  ha una storia importante che parte dalla dominazione dagli antichi arabi in Sicilia, passa per una tonnara che in passato fu una delle più importanti e fruttuose del mediterraneo fino ad arrivare a saggi pescatori che hanno saputo sfruttare le potenzialità del turismo e che ora accolgono lo straniero con una gentilezza che solo il popolo siciliano conosce.

Per finire in bellezza non dimentichiamoci che qui le nostre papille gustative non possono trovare pace, siamo nella terra del Nero d’Avola, della bottarga, del tonno fresco, del pistacchio e del mitico pachino.
Mettiamoci l’anima in pace e ingrassiamo di piacere! 🙂

 

 

 

Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione

CC0 Public Domain -https://pixabay.com/it/isola-isola-d-elba-italia-1240512/

I weekend fuori stagione hanno un fascino tutto particolare.
Per me hanno il sapore dell’avventura, del buon cibo e della vacanza slow, a ritmi lenti.
Tra le varie mete su cui ho puntato l’attenzione, ce n’è una che mi attira parecchio: l’Isola d’Elba!

Ci sono stata da bambina, ma spulciando tra gli album dei ricordi dei miei genitori e su internet tra diari di viaggio e fotografie, la curiosità ha fatto tornare in me la voglia esplorare l’Isola, magari proprio fuori stagione per poterla vivere al meglio.

La particolarità dell’Isola d’Elba è che sia in autunno che in primavera regala un clima mite. Ad Ottobre, infatti, sembra addirittura esserci qualche temerario che si diverte in acqua!

Raggiungere questa “piccola perla” nel Tirreno, (che tanto piccola non è essendo la terza isola italiana per grandezza) è abbastanza semplice: da Piombino partono frequenti traghetti che in un’ora solamente ti portano a destinazione.
Sul web è facilissimo prenotare traghetti per L’Elba, direttamente da casa, scegliendo orari, giorni e tariffe migliori.

Ma ora la domanda nasce spontanea? 🙂
Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione?
Beh, preparate le scarpe sportive e lasciatevi guidare dal vostro appetito che l’Elba riserva diverse sorprese:

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Contest: racconta un viaggio e vinci un Voucher Ryanair

diario-in-viaggio

Chi ama viaggiare, non si stanca mai di fare di fare le valigie (io odio disfarle).

Chi ama viaggiare, ama anche leggere storie di viaggio o ama raccontare le proprie avventure.
C’è chi preferisce scrivere, chi ama l’interazione di persona e chi racconta attraverso le fotografi.
Qualsiasi sia il mezzo, il fine è unico: condividere! 🙂

Per me raccontare un viaggio, significa scrivere storie per imprimere ben bene i ricordi nella memoria, rivivere le emozioni e poi… scrivere mi rilassa, è il mio esercizio zen!

Ad Agosto, con tanto stupore, seguendo la mia passione sono arrivata al 3 posto tra i post di viaggio più letti con questo articolo sui tramonti più belli che ho visto in viaggio, sul portale Travel 365, sfiorando un voucher Ryan Air in regalo!

Ebbene si, Travel 365, è un magazine on line, perfetto per i viaggiatori, con consigli di viaggio aggiornati, post interessanti e sopratutto con una sezione molto ma molto carina ma chi vuole raccontare i suoi viaggi scrivendo piccoli diari con la possibilità di vincere altri viaggi.

Vi spiego tutto io!

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La leggenda di Ortigia – Siracusa

Ortigia

Tra secoli di storia e di arte, l’isola di Ortigia è stata una delle tappe più affascinanti del mio viaggio tra il barocco siciliano. Bianca, luminosa e con una storia tutta da raccontare!

Ortigia è una piccola isola, centro storico della città di Siracusa,  raggiungibile a piedi grazie al Ponte Umbertino.

Tanto piccola, quanto ricca di storia: una storia che parte dall’età del bronzo… (ho riaperto i libri di storia e parliamo del 3500 a.C.) e che ha visto succedersi popoli come corinzi, greci, romani, bizantini e arabi.
E se Cicerone la descriveva come “la più grande e la più bella città della Grecia”, bisogna crederci!

Il bellissimo e bianchissimo Duomo di Ortigia, un edificio cristiano su tempio greco... vedere per credere! :)
Il bellissimo e bianchissimo Duomo di Ortigia, un edificio cristiano su tempio greco… vedere per credere! 🙂
La piazza centrale di Ortigia
La piazza centrale di Ortigia

 

Ma la storia della cittadina di Ortigia è legata ad una famosa leggenda… e veniamo alle storielle che piacciono a me! 🙂

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I miei tramonti in viaggio più belli

I miei tramonti in viaggio piu belli

Ci sono dei luoghi che ti rimangono dentro inspiegabilmente, un pò per la storia, un pò per la compagnia e un pò perché in qualche modo speciali.

Tra i  miei posticini speciali, quelli che conservo tra ricordi e souvenir di viaggio più importanti hanno tutti un elemento in comune: dei tramonti da favola.

Sarà che sono un pò “vintage” dentro, ma a me i tramonti piacciono, mi fanno sentire in pace.
Cosi’ spulciando tra tra vecchie foto di vacanze e e sorrisi, ho creato la mia personale classifica dei tre tramonti più belli visti nei miei viaggi.

Al terzo posto, un tramonto tutto italiano, è stato forse il primo tramonto a lasciarmi decisamente a bocca aperta… siamo in Sardegna, più precisamente sulla sconfinata spiaggia di Piscinas, sulla Costa Verde.

Credo che chiamarla spiaggia sia riduttivo… è una distesa di km e km di sabbia dorata finissima con alle spalle dune alte quasi 60 metri e davanti un mare sconfinato… è agosto, mi ricordo 4 amici, pochissima gente attorno a noi, un accampamento di ombrelloni e teli da mare, il sale che brucia sulla faccia e il deserto…
Ebbene si, anche il Mediterraneo ha il suo deserto!
E su questo paradiso all’improvviso un tramonto S P E T T A C O LA R E.
Non ricordo di aver mai visto più un sole così grande e così infuocato, scendere piano piano all’orizzonte sul mare.
Come non rimanere stregati!

Spiaggia di Piscinas in Sardegna. Giuro che lo foto non è modificata, era il 2012 e non sapevo neanche cosa fosse un filtro! :)
Spiaggia di Piscinas in Sardegna. Giuro che lo foto non è modificata, era il 2012 e non sapevo neanche cosa fosse un filtro! 🙂

Al secondo posto un tramonto a medio raggio,  mi è piaciuto così tanto che già ho scritto un post!

Siamo a Formentera, nella località di Cap De Barbaria e qui sono protagonisti, un faro, i gabbiani ed un buco nella roccia che porta ad una terrazza a picco sul mare.
Vi ho incuriosito? Leggete qui!

Il meraviglioso tramonto al faro del Cap De Barbaria a Formentera
Il meraviglioso tramonto al faro del Cap De Barbaria a Formentera

Al Numero 1 della mia classifica dei tramonti più belli in viaggio, bisogna allontanarsi un pò da casa…

La mia è stata una pazzia, un itinerario di viaggio dall’altro lato del mondo creato apposta per raggiungere una meta particolare…
Ma i miei compagni di viaggio nonostante un’ avventura ai limiti con la realtà, hanno apprezzato… 🙂

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