La storia del colore del Golden Gate Bridge

Quante volte vi siete chiesti perché il Golden Gate Bridge è color arancio?
Dovrebbe essere color oro, non trovate? 🙂

Le curiosità sul Golden Gate Bridge sono state le mie fissazioni a San Francisco, tanto che ho scoperto una storiella interessante che riguarda il famoso “International Orange”. Curiosi?

In poche parole, mi sono fatta raccontare la storia del ponte e del suo colore da ogni nativo franciscano che ho conosciuto. 🙂

Prima di tutto, ho scoperto che la città ama il particolare colore del suo ponte, lontano dal solito grigio, classico colore dell’acciaio e dei ponti come quello del fratello minore Bay Bridge e, ne va così fiera tanto che quel determinato pantone ora ha un nome: “International Orange”.

Il nuovo ponte avrebbe garantito l’accesso alla baia dall’Oceano Pacifico e unito la città con Marin County e la scelta del colore del non fu facile prendere.
Anzi le diverse opzioni potevano considerarsi un pò “azzardate”, dalla U.S. Navy che lo voleva nero a strisce gialle all’ ‘Army Air Corp che invece preferiva un bel bianco e rosso.

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Tutta la verità su Hollywood Blvd

Passeggiare su un grande viale tra palme altissime, sorseggiare un Vanilla Coffee e cercare le mie stelle preferite respirando la magica atmosfera della tanto sognata Hollywood Boulevard.

Era cosi che la immaginavo… magica… cinematografica…figa…

Ok, lo ammetto, sono partita con delle aspettative un pò troppo alte, ma il cinema è fatto per sognare, no? 🙂

C’è voluto parecchio per scrivere questo post, non sapevo se sarebbe stato giusto esprimere in maniera così negativa le mie opinioni, ma sarò sincera: Hollywood è stata la più grande delusione avuta durante i miei viaggi.

Allora, lo volete sapere com’è sto benedetto viale di Hollywood?

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Ricominciamo!

Rieccomi qui, finalmente…

Dopo qualche mese di pausa ho ritrovato un pò di spazio per me. Tra pannolini, poppate e tante ma tante ore di sonno arretrate mi sto piano piano riappropriando di piccoli spazi tutti per me.
Gli eventi mi hanno sopraffatto e i pochi minuti liberi che ho avuto, ho cercato di spenderli su un cuscino o per una doccia nel migliore dei casi.
Ma ora il momento è arrivato: ricominciamoooo 🙂

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Fisherman’s Wharf e la vera storia dei leoni marini di San Francisco

Fisherman’s Wharf è senza dubbio una delle zone più turistiche di San Francisco. Poco amata dai locali e dai viaggiatori che cercano posti più autentici.

Anche io, che spesso snobbo i posti turistici, non l’ho amata da subito: troppi souvenirs, troppi selfie stick e troppi panini al granchio, troppa caciara, per dirla alla romana.
Poi però, delle bestione rumorose, puzzolenti e buffe hanno conquistato il mio cuore e mi hanno fatto scoprire un’aspetto originale e curioso di questa zona di San Francisco  così turistica.

Avete capito di cosa parlo? 🙂
Eh si, proprio dei famosi leoni marini che da anni popolano uno dei Pier più famosi, tanto da diventare simbolo della città!

Come già vi ho accennato, Fisherman’s Wharf è una zona confusionaria, colorata, piena di ristoranti e negozi per lo più turistici, ma nasconde un passato interessante e curioso. Read more

Passeggiando per San Francisco #3: la Giant Camera

Passeggiando per San Francisco, a due passi da uno dei miei luoghi del cuore, i Sutro Baths, a picco sull’Oceano, c’è una delle attrazioni più curiose che abbia mai visto: la Giant Camera.

Questa curiosa costruzione a forma di macchina fotografica, (dopotutto si chiama Giant Camera per questo :)) è quello che rimane del famoso Playland on the beach, un enorme parco giochi che nel ‘900 dominava Ocean beach.
Montagne russe, caroselli, un villaggio dei cow boy e una misteriosa camera oscura attiravano adulti e bambini da ogni angolo della California.

Una camera oscura? Eh si, la nostra Giant Camera non è altro che una magica camera oscura.

Prima di capire insieme cosa sia una camera oscura, devo dirvi che la prima documentazione su una camera oscura a San Francisco risale già al 1860, sempre considerata come attrazione da luna park, come uno spettacolo magico.

La Giant Camera di San Francisco
La Giant Camera di San Francisco

La Giant Camera che invece vediamo e possiamo visitare oggi è stata costruita nel 1946 per il Playland, con il permesso del proprietario dei Sutro Bath (qui il link se volete scoprire cosa sono) per rimpiazzare quella originale che si trovava nella Cliff House, andata distrutta con il terribile incendio del 1907.

Ma che cos’è una camera oscura?

Partiamo col dire che la camera oscura è alla base della fotografia, un’antenata lontana delle nostre fotocamere.
Ancora oggi non si conosce con certezza quando e da chi fu inventata ma le prime informazioni che abbiamo risalgono all’XI secolo quando l’arabo Alhazen cominciò a studiare i raggi luminosi e la teoria della visione. In seguito Aristotele, Leonardo da Vinci e Newton, giusto per fare qualche nome, usarono la camera oscura per i loro studi e scoperte scientifiche.

Proverò a spiegarlo con le parole più semplici: una camera oscura è una camera buia e chiusa con un foro chiamato foro stenopeico che lascia entrare la luce. All’estremità del foro c’è uno specchio che gira a 360° posizionato in modo tale da riflettere la luce dall’esterno all’interno della camera. Il fascio di luce che entra nel foro grazie al gioco dello specchio attraversa due lenti convesse posizionate in maniera opposta l’una all’altra.
Queste lenti permettono di focalizzare l’immagine del fascio di luce  e la proiettano direttamente su una lastra bianca, avendo così delle magiche immagini reali e in movimento a 360°.
Ossia delle panoramiche live e il foro non è altro che il nostro moderno obiettivo!

Naturalmente entrando in una camera oscura, il funzionamento risulta mooolto più chiaro e magico!
Nella Giant Camera di San Francisco si ha una panoramica sull’oceano, si scorgono surfisti, gabbiani, magari qualche squalo e  si può ammirare un bellissimo tramonto fissando il sole senza distruggersi gli occhi!

Questo è l'immagine in movimento dell'oceano.
Questo è l’immagine in movimento dell’oceano all’interno della Giant Camera

Bhè, vi ho incuriosito un pò? 🙂

Io sono entrata nella Giant Camera, senza sapere cose fosse, incuriosita dalla struttura e per ripararmi dal vento tremendo che c’era quel giorno.
La curiosità mi ha fatto scoprire questa meraviglia e devo dirvi che in giro per il mondo ce ne sono diverse da visitare, su questo sito camaras oscuras del mundo troverete una lista delle città e delle loro dark room e devo dire che me ne sono perse parecchie!

Come vi ho detto, la Giant Camera di San Francisco, si trova sull’oceano, quindi nel quartiere di Richmond, a due passi dalla Cliff House e dai Sutro Bath e fa parte del  Golden Gate National Recreation Area.
La Giant Camera è aperta dalle 11 alle 5 del pomeriggio nelle “belle giornate” e se la giornata non è delle migliori l’apertura non è garantita.
Voi comunque preparate 3 dollari per l’ingresso e lasciatevi circondare dal buio della Giant Camera, appena gli occhi si abitueranno, ecco la magia…  🙂

Piramide Cestia: un pò di Egitto nel cuore di Roma

Nel cuore di Roma c’è una piramide che svetta tra il traffico e le antiche mura aureliane della città. Si, è proprio una piramide stile egizio nel bel mezzo della storia e dell’architettura romana: è la famosa Piramide Cestia!

Anche se si tratta di un monumento simbolo dei romani e rappresentante di un intera zona della città, il quartiere Ostiense, da molti commenti ho scoperto invece che la Piramide risulta sconosciuta a ancora da molti turisti.

E allora qui tocca a me raccontarvi qualcosa! 🙂

Partiamo col dire che l’antico Egitto ha affascinato i romani sin da quando Augusto lo annesse come provincia dell’ impero, quindi si pensa che la nostra piramide sia una conseguenza di questa ammirazione. Anche in passato la moda aveva una certa importanza!

Infatti, un certo Caio Cestio Epulone, pretore romano e tribuno della plebe, forse affascinato dalla maestosità delle piramidi decise di far costruire il suo sepolcro proprio in classico stile egizio. Come diremo oggi Egizio Inspired 🙂

Da studi storici si calcola che il sepolcro fu costruito tra il 18 a.C. e il 12 a.C. e anche se non abbiamo una data certa sulla costruzione, siamo invece molto sicuri del volere del nostro Caio Cestio.
Forse di carattere un pò diffidente, Caio diede specifiche indicazioni sulla costruzione della tomba piramidale dopo la sua morte: nel testamento scrisse chiaramente che la piramide doveva essere costruita in meno di 330 giorni, altrimenti i suoi eredi non avrebbero visto neanche un sesterzo.
Questa storiella è proprio incisa nel marmo, sul lato della Piramide che da su Piazzale Ostiense.

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Quartiere Coppedè: un angolo stravagante nel cuore di Roma

Il quartiere Coppedè è un angolo stravagante di Roma, dove il tempo sembra essersi fermato e il mistero crea un’atmosfera surreale.

Eppure siamo nel bel mezzo del traffico romano, tra Via Tagliamento e Piazza Buenos Aires, in quartiere della città seppur molto elegante comunque caotico.
Ma basta girare un angolo e magia…

Il quartiere Coppedè non è proprio un quartiere in termini di dimensioni perché consiste in sole 26 palazzine e 17 villini e prende il nome dal suo architetto Gino Coppedè, un architetto fiorentino che dal 1915 al 1927 si dedicò a questo progetto romano. Siamo negli anni del Fascismo ma basta un’occhiata per capire che la sua opera è di più quanto lontano possa esistere dalla classica e geometrica architettura fascista.

Un progetto misterioso quello di Coppedè, che rimase infatti incompiuto dopo la sua misteriosa morte, c’è chi parla di malattia e chi addirittura di suicidio in quanto personaggio legato alla massoneria… fatto sta che di mistero e simbologia esoterica in questo quartiere ce n’è tanto!

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Movember: Novembre è proprio un mese coi baffi

La prima volta che ho sentito parlare di Movember ero a New York, circondata da maratoneti, residui di Halloween e ragazzi con baffi…neanche un ragazzo senza barba o senza baffi!

Così ho scoperto Movember e da allora ogni anno lo celebriamo, con o senza baffi 🙂

Ma cos’è MOVEMBER?

Movember è un movimento nato con la fondazione Movember Foundation: un’organizzazione no profit, ideato da 4 giovani australiani e che ha come unico scopo quello di ridurre il numero delle morti giovanili causate del cancro alla prostata.

Moustache + November = Movember 🙂
Praticamente durante tutto il mese di Novembre, i “Mo Bros”, in slang americano i “Fratelli di Baffo”, si lasciano crescere baffi e anche la barba come simbolo di supporto alla causa, per sensibilizzare i giovani sui tumori  e naturalmente raccogliere fondi per la ricerca scientifica.

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Il Gazometro: il gigante d’acciaio di Roma

Un gigante di acciaio sulla riva del Tevere, ormai protagonista di film e cartoline, compagno dei romani e piano piano anche riconosciuto dai turisti, è lui, il famoso Gazometro! (o Gasometro)

Per me non esiste giornata senza Gazometro, nel mio tragitto casa- lavoro, nelle mie passeggiate, all’alba, al tramonto, di notte,   lui è sempre lì, è la mia certezza.
Per me quando c’è il gazometro c’è casa 🙂

Ma cos’è questo Gazometro?
Ormai lo si vede sempre più spesso tra ambientazioni cinematografiche, foto storiche e come protagonista della nuova architettura industriale.

E infatti, se oggi è simbolo immobile e anche un pò abbandonato del panorama urbano romano, per capire la sua storia bisogna immaginare una Roma del passato, quando la città cominciava ad aprirsi alle “nuove tecnologie”.
Bisogna fare un salto nei primi anni del ‘900, precisamente il grande gazometro entrò in funzione nel 1937 ed era l’anima elettrica della città, un enorme contenitore di gas destinato sia all’illuminazione della città che all’uso domestico.
Una vera e propria innovazione per la città!
Non è difficile incontrare nostalgici romani del quartiere Ostiense che ricordano la loro infanzia legata ai ritmi del gazometro e di come  lo spettacolo del gas che pian piano saliva e riempiva la struttura d’acciaio facesse parte della loro quotidianità.

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La vera storia di Halloween: un salto nella magica Irlanda

La vera Storia di Halloween, tra scherzetti e zombie, nasce nella magica Irlanda ed è strettamente legata alla sua cultura popolare.

Anche voi pensavate fosse “un’americanata”, vero?
Invece no, il merito è tutto degli irlandesi e in America ci è arrivata dopo, dove forse ha perso un pò dei suoi tratti magici ma… andiamo con calma e immergiamoci nella vera atmosfera del regno dei morti…

In Irlanda si racconta una vecchia favola popolare che ha come protagonista un vecchio fabbro ubriacone di nome Jack. Una sera di tantissimi anni fa mentre beveva le sue birre in un pub, Jack fu disturbato dal Diavolo in persona, deciso a reclamare la sua anima.
Jack ubriaco ma furbo e chiese al Diavolo un ultimo favore in cambio della sua anima: qualche moneta per bere un’ultima birra. Il Diavolo accettò ma non avendo soldi con sé decise di trasformarsi in una moneta per pagare l’oste.
Jack, scaltro, prese la moneta e se la infilò in tasca accanto ad una croce d’argento, aveva fregato la Morte, a contatto con la croce il Diavolo non poteva prendere più le sue sembianze!

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