Il Museo Egizio di Torino – un’ eccellenza tutta italiana

Museo egizio Torino

 Da bambina, faraoni, imperatici, piramidi, mummie e vasi canopi erano i protagonisti delle mie storie preferite.
I film con Totò e Cleopatra i miei preferiti.

Una curiosità nata sfogliando le foto del viaggio di nozze dei miei genitori, fotografie anni ’80 in una Valle dei Re semplicemente magica.
Sono cresciuta con l’immagine di queste fotografie fisse nella memoria, maturando un sogno … prima o poi un viaggio lì, tra faraoni e sfingi lo farò anche io!

Nel frattempo, senza andare troppo lontano, vivere una giornata catapultati nel fascino dell’antico Egitto è possibile: il Museo Egizio di Torino è un MUST per chi ama la sua storia e per i curiosi che vogliono saperne di più.

Non lo so quante ore ho trascorso nel museo, so solo che a fine visita la mia autoguida era bollente, le mie orecchie rosso fuoco, la mia collezione dei cataloghi dei “miei musei”  più ricca e i miei occhi pieni di storia.

Museo egizio Torino
Particolare del sarcofago dell arciere della necropoli di Assiut

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5 foto che vi faranno innamorare della Galleria Borghese

Apollo e Dafne - Bernini - Galleria Borghese

5 fotografie che vi faranno innamorare (almeno spero) della Galleria Borghese di Roma, il museo nel cuore verde della capitale.

Un concentrato di bellezza e splendore da rimanere a bocca aperta, e non c’è bisogno di essere esperti del settore: l’arte è una forma di comunicazione orizzontale, colpisce tutti, basta aprire il proprio cuore.

In due ore sono tornata sui banchi del liceo, tra lil terrore delle interrogazioni in storia dell’arte e i ricordi offuscati delle lezioni sui generis del prof De Simone .
In due ore mi si sono aperti tanti di quei cassetti della memoria che sono uscita ringiovanita di 10 anni. 🙂

Ecco le mie top 5 🙂

Il ratto di Proserpina - Bernini
Il ratto di Proserpina – Bernini

Bernini aveva solo 23 anni quando cominciò quest’opera…
Vi ricordate la storia?
Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità), fu notata da Plutone, Re degl’Inferi che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva dei fiori.
Eccola, la mano di Plutone che stringe la carne di Proserpina, il massimo del pathos, la lezione di storia dell’arte era lì, nascosta in qualche angolo buio della memoria! Read more

La Casina delle Civette: un piccolo tesoro nel cuore di Roma

Tra i gioielli di Roma ce n’è uno piccino piccino, una casina magica  ispirata alle civette, piena di colore in perfetto stile Liberty.

Questo piccolo tesoro l’ho scoperto due anni fa ed è entrato subito tra i miei preferiti personali: ricordo perfettamente il giorno in cui un gruppo di Invasori Digitali ha invaso la Casina delle Civette e conquistato il mio cuore.

Fuori dalle solite mete turistiche, questa casina magica si trova all’interno del Parco di Villa Torlonia di Roma. Oggi è un Museo dedicato alle Vetrate Liberty ma fino al 1938 fu la residenza privata del Principe Giovanni Torlonia Jr., che all’inizio del ‘900 volle dare alla sua dependance un tocco originale.
Fu proprio in quegli anni che questa casina fu il fulcro dei lavori di alcuni artisti dell’epoca che trasformarono un rustico edificio in stile capanna svizzera in un magnifico esemplare di studio Liberty, dando sfogo alla loro fantasia tra colori, vetrate, cigni, farfalle e civette protagoniste della casina.

Si racconta che il principe Torlonia fosse affascinato dalla cultura esoterica e dal tutto il mondo magico e simbolico che la caratterizza. Se pensate che la civetta è il simbolo dell’esoterismo, l’aspetto magico della casina delle Civette diventa ancora più forte!

Casina delle civette
Casina delle civette
Le vetrate dall'esterno della casina
Le vetrate dall’esterno della casina
Ingresso casina delle civette
Ingresso casina delle civette
Loggetta
Loggetta
Tetti della casina
Tetti della casina

Ogni stanza di questa casina, per me è stata una scoperta, le vetrate, i soffitti, la vista sul giardino della Villa, la sua stessa storia tutta da scoprire, sono un piccolo tesoro, così fragile nell’imponente “casino” di Roma.

I colori delle vetrate poi, sono indescrivibili!
Credo di aver scattato un centinaio di foto a tutte le sfumature di colore!

Casina dele civette
Casina dele civette
Vetrata del bagno del principe
Vetrata del bagno del principe
casina delle civette
stanza dei ciclamini
casina dele civette
Stanza delle rondini
casina dele civette
Vetrata della stanza delle civette

Vi sta venendo voglia di organizzare una visita? 🙂

Io ringrazio ancora Invasioni Digitali per avermi fatto conoscere questo tesoro e resto in attesa trepidante di altre entusiasmanti invasioni!

Segnalo una buona notizia per i residenti a Roma, grazie all’iniziativa Domenica al Museo, ogni prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Per i turisti ecco il sito del museo per tutte le info aggiornate!

LOVE: le sculture di Robert Indiana in giro per il mondo

#shareIndianasLOVE

Quanti di noi tra le foto dei ricordi di viaggio ne hanno una accanto alla scultura “LOVE“?
E  quanti di voi conoscono la storia di quest’opera d’arte, presente in tantissime città del mondo?

Signore e Signori, “LOVE” è uno dei simboli della corrente artistica che più amo: la Pop Art, a metà tra la Zuppa Campbell di Andy Warhol e le sagome di Keith Haring.

Il papà di “LOVE” è Robert Indiana, scenografo, costumista ed eclettico esponente della Pop Art. Indiana idealizzò per la prima volta questa scritta, nel 1964 per una cartolina natalizia commissionatagli dal MOMA di New York, in seguito divenne un francobollo delle Poste Americane, il primo di una serie denominata “love stamps“.

Love stamp Indiana

Attraverso lettere e cartoline e con l’opera assidua di Indiana che continua a creare stampe con colori, stili e tecniche diverse, LOVE esce dai confini americani e comincia a girare il mondo diventando icona universale del movimento pacifista degli anni 60, fino a conquistare le strade centrali di moltissime città del mondo, dalla 6th Avenue di NY fino a Bilbao, da Singapore fino a Madrid!
In giro per il mondo ci sono più di 20 sculture! 🙂

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Tutto il mistero che c’ è in una tazzina di Caffè Turco

caffè turco

Quando il fascino di una “tazzullella di caffè” colpisce lontano dalle pendici del Vesuvio, significa solo una cosa… siamo in Turchia!

Protagonista di film e romanzi, la fama del caffè turco è così forte a livello mondiale da entrare a far parte del patrimonio dei beni immateriali dell’Unesco dal 2013, con questa motivazione: “il Caffè Turco non è piu’ solo una bevanda, è famoso in tutto il mondo per il suo stile, il metodo di preparazione, la presentazione tradizionale”. La preparazione poi, è quasi un rituale esoterico.

La prima volta che sono stata ad Istanbul, una delle cose che volevo assolutamente fare era bere un caffè turco e farmi leggere i fondi del caffè! Dopotutto le mie radici sono lì, tra il rito del caffè, la scaramanzia e la magia delle tradizioni familiari!

E proprio ad Istanbul, in un vecchio bar nel quartiere di Galata, ho ordinato il mio primo caffè turcoma per un errore fatale, il mio destino si è disciolto nel caffè, rendendolo pure imbevibile!
(Immaginate lo sdegno della vecchina che avrebbe dovuto leggermi i fondi, in turco tra l’altro…)

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