Passeggiando per San Francisco #2: Golden Gate Fortune Cookies Factory

Lo so, lo so… vi starete chiedendo cosa c’entrano i biscotti della fortuna, classicone cinese, con San Francisco?

Se vi semplifico tutto dicendovi che San Francisco è la città con la comunità cinese più grande e antica d’America, capirete anche perché la fabbrica dei biscotti della fortuna è un’ attrazione carina da non perdere in città.

Fino a poco fa, la mia conoscenza sui biscottini della fortuna era circoscritta al post-cena dei ristoranti cinesi, un bel messaggino per digerire la serata, ma quando mi sono trovata davanti alla Golden Gate Fortune Cookies Factory qualcosa è cambiato.

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Boulevard of Broken Dreams | Il memorial di James Dean

Quello che più amo nei miei viaggi on the road sono le sorprese che la strada mi regala.
Per me niente vento nei capelli o nottate in motel da incubo. Per me solo belle sorprese, grazie 🙂
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La mia Beverly Hills

Nella mia fantasia, ferma all’adolescenza degli anni ’90, sulle strade di Beverly Hills c’è ancora Dylan che sfreccia sulla sua Porsche e giovani miliardari che si ritrovano al Peach Pit.

Nella realtà, durante la mia visita, sulle ricche strade della cittadina ho incrociato solo asiatici fare shopping e arabi con automobili esagerate…

Lo scontro con la realtà è stato duro da accettare (alla fine del post troverete una curiosità sul Peach Pit!) ma, nonostante ciò,  penso che Beverly Hills sia una tappa obbligatoria per chi visita Los Angeles e per tornare a casa con una foto ricordo!
(Anche perché una foto è l’unica cosa che ci si può permettere!)

Cosa importante da tenere in considerazione è che Beverly Hills non è raggiungibile con nessun mezzo pubblico (si dice che i ricconi della zona vogliano così per mantenere un certo status…) quindi bisogna organizzarsi noleggiando un auto o con uno dei tanti bus tour che vengono proposti ad ogni angolo delle zone turistiche di LA. (In questo caso si risparmia sul parcheggio ma si è limitati con il tempo).

Prima della mia visita, quando mi capitava di parlare di Beverly Hills, la seconda cosa che mi veniva in mente dopo Dylan McKay era Rodeo Drive.
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La leggenda della Dama Bianca di Stow Lake – Golden Gate Park

C’era una volta, in riva al grazioso Stow Lake, nel Golden Gate Park di San Francisco, una giovane donna con la sua figlioletta nel passeggino.

La giovane donna si riposava su una panchina in riva al lago con il passeggino al suo fianco, quando un’altra donna si avvicinò e le due cominciarono a chiacchierare tranquillamente.
Ma qualcosa di terribile accadde.
Silenziosamente, il passeggino cominciò a rotolare, sempre più vicino alla riva del lago.

Quando la conversazione finì, la giovane donna si rese conte che il passeggino non era più accanto a lei, e terrorizzata cominciò a correre per il parco urlando a tutti: “Have you seen my baby?”

La donna passò tutto il giorno e tutta la notte seguente a cercare disperatamente la sua bambina e continuando ad urlare “Have you seen my baby?”.

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Passeggiando per San Francisco #1 Haight/Ashbury

Andare alla ricerca degli angolini più nascosti e particolari è il mio hobby preferito e quando sono in viaggio non c’è cosa che mi diverte di più!

Qui a San Francisco, avendo molto tempo libero, ho davvero la possibilità di vagabondare e curiosare su tutto quello che mi attira.
Così, ho pensato di creare un insieme di post, “Cosa vedere a San Francisco” per collezionare le chicche che scopro tra le strade della City by the Bay e condividerle con voi 🙂

Questo primo post piacerà agli amanti del Rock’n Roll e se tra di voi c’è qualcuno che ha in mente un giro a San Francisco, prendete carta e penna perché non potete perdervela!

Immaginate la San Francisco degli anni ’60, la città simbolo della beat generation, immaginate di passeggiare tra hippies e figli e de fiori … Oggi, un pò di questa vecchia atmosfera si può respirare nel quartiere di Height- Ashbury.

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Le 52 regole dei detenuti di Alcatraz

Tutti conoscono Alcatraz ma pochi conoscono le sue regole.

La vita nel carcere di massima sicurezza tra le gelide acque della baia del Pacifico non era certo facile, ricordate come il direttore del carcere da il benvenuto al criminale Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz?
“Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione… ti mandano da noi”.

Alcatraz era il carcere di massima sicurezza più sicuro degli Stati Uniti, il luogo dove venivano spediti i detenuti con una cattiva condotta in altre carceri, chi era a rischio evasione e chi era considerato violento e pericoloso.

Una piccola finestrella faceva sospirare i detenuti
Una piccola finestrella faceva sospirare i detenuti

Ad ogni detenuto veniva dato un libretto con le regole di comportamento di Alcatraz. Ogni detenuto doveva conservare il prioprio libretto nella propria cella.
Un piccolo libretto con il potere di appiattire la speranza e l’orgoglio di ogni detenuto.

Le regole di Alcatraz erano 52.
52 punti dettavano la condotta del carcere più duro d’America. Pulizia personale, cibo, lavoro e ore d’aria, tutto era strettamente dettato da regole e strettamente controllato.

Tra le 52 regole, queste sono quelle che mi hanno colpito di più… se così si può dire!

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