5 foto che vi faranno innamorare della Galleria Borghese

Apollo e Dafne - Bernini - Galleria Borghese

5 fotografie che vi faranno innamorare (almeno spero) della Galleria Borghese di Roma, il museo nel cuore verde della capitale.

Un concentrato di bellezza e splendore da rimanere a bocca aperta, e non c’è bisogno di essere esperti del settore: l’arte è una forma di comunicazione orizzontale, colpisce tutti, basta aprire il proprio cuore.

In due ore sono tornata sui banchi del liceo, tra lil terrore delle interrogazioni in storia dell’arte e i ricordi offuscati delle lezioni sui generis del prof De Simone .
In due ore mi si sono aperti tanti di quei cassetti della memoria che sono uscita ringiovanita di 10 anni. 🙂

Ecco le mie top 5 🙂

Il ratto di Proserpina - Bernini
Il ratto di Proserpina – Bernini

Bernini aveva solo 23 anni quando cominciò quest’opera…
Vi ricordate la storia?
Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità), fu notata da Plutone, Re degl’Inferi che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva dei fiori.
Eccola, la mano di Plutone che stringe la carne di Proserpina, il massimo del pathos, la lezione di storia dell’arte era lì, nascosta in qualche angolo buio della memoria!

Il ratto di proserpina - Bernini
Il ratto di proserpina – Bernini
Apollo e Dafne - Bernini
Apollo e Dafne – Bernini

Anche per questa opera (anche per Il ratto di Proserpina), Bernini prende spunto dalle Metamorfosi di Ovidio.
Lui è Apollo, Dio del Sole, dio egocentrico e vanitoso tanto da vantarsi di essere il più bravo con arco e frecce. Cupido non è d’accordo e per punirlo lo colpisce con un dardo e lo fa innamorare perdutamente della ninfa Dafne, che però era già promessa al dio della caccia. Ma Apollo non si arrende, vuole Dafne, che però chiede aiuto al padre, il dio dei Boschi, il quale per evitare che Apollo conquisti la figlia, la trasforma in albero d’alloro.
Bernini riprende propio questa scena, Dafne terrorizzata si sta trasformando in alloro davanti un Apollo incredulo.

Fanciullo con canestro di frutta - Caravaggio
Fanciullo con canestro di frutta – Caravaggio

Direttamente dal libro di storia dell’arte, dritto dritto davanti i miei occhi. Che dire? Osservate la buccia della pesca nel cesto di frutta e poi mi direte…

Paolina Borghese come venere vincitrice - Canova
Paolina Borghese come venere vincitrice – Canova

La mia preferita, protagonista di un’intera sala, sdraiata sul leggendario triclinio è Paolina Bonaparte raffigurata come Venere vincitrice.
Canova, mette nelle mani di Paolina una mela che evoca la vittoria di Afrodite nel Giudizio di Paride. Il mito narra che Paride dovesse scegliere a chi tra le dee Era, Atena ed Afrodite assegnare un pomo d’oro con sopra inciso “Alla più bella” e Paride scelse la dea dell’amore.
Quest’opera nasconde un meccanismo in legno che permette a tutta la scultura di girare su se stessa a 360 gradi! E ancora oggi, per occasioni speciali, questo meccanismo viene azionato. Sorprendente!

Galleria Borghese ha una storia particolare, fino al 900 è stata la collezione d’arte privata più grande la mondo!
Eh si, sua storia inizia già dal primo ‘600, quando il cardinal  Scipione Caffarelli Borghese, nipote del Papa Paolo V,  occupandosi delle collezioni d’arte del Vaticano, decise di cominciare a creare e curare anche una collezione privata e pian piano cominciò ad entrare in possesso di meravigliose opere d’arte anche con mezzi poco leciti, impossessandosi di quadri, dipinti e sculture in giro per l’Italia.
Nel 1620 fu terminata la villa, progettata come un oasi della cultura, dove il cardinale custodiva la sua collezione.

Nel ‘700 la famiglia Borghese decise di aprire il parco e la Galleria ai romani e nel ‘900 poi, tutta la proprietà fu messa in vendita per coprire i debiti della stessa famiglia.
Finalmente, nel 1901, la villa fu venduta allo Stato italiano per tre milioni e seicentomila lire: villa e 557 dipinti e 314 sculture incluse!

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