Ricominciamo!

Rieccomi qui, finalmente…

Dopo qualche mese di pausa ho ritrovato un pò di spazio per me. Tra pannolini, poppate e tante ma tante ore di sonno arretrate mi sto piano piano riappropriando di piccoli spazi tutti per me.
Gli eventi mi hanno sopraffatto e i pochi minuti liberi che ho avuto, ho cercato di spenderli su un cuscino o per una doccia nel migliore dei casi.
Ma ora il momento è arrivato: ricominciamoooo 🙂

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Piramide Cestia: un pò di Egitto nel cuore di Roma

Nel cuore di Roma c’è una piramide che svetta tra il traffico e le antiche mura aureliane della città. Si, è proprio una piramide stile egizio nel bel mezzo della storia e dell’architettura romana: è la famosa Piramide Cestia!

Anche se si tratta di un monumento simbolo dei romani e rappresentante di un intera zona della città, il quartiere Ostiense, da molti commenti ho scoperto invece che la Piramide risulta sconosciuta a ancora da molti turisti.

E allora qui tocca a me raccontarvi qualcosa! 🙂

Partiamo col dire che l’antico Egitto ha affascinato i romani sin da quando Augusto lo annesse come provincia dell’ impero, quindi si pensa che la nostra piramide sia una conseguenza di questa ammirazione. Anche in passato la moda aveva una certa importanza!

Infatti, un certo Caio Cestio Epulone, pretore romano e tribuno della plebe, forse affascinato dalla maestosità delle piramidi decise di far costruire il suo sepolcro proprio in classico stile egizio. Come diremo oggi Egizio Inspired 🙂

Da studi storici si calcola che il sepolcro fu costruito tra il 18 a.C. e il 12 a.C. e anche se non abbiamo una data certa sulla costruzione, siamo invece molto sicuri del volere del nostro Caio Cestio.
Forse di carattere un pò diffidente, Caio diede specifiche indicazioni sulla costruzione della tomba piramidale dopo la sua morte: nel testamento scrisse chiaramente che la piramide doveva essere costruita in meno di 330 giorni, altrimenti i suoi eredi non avrebbero visto neanche un sesterzo.
Questa storiella è proprio incisa nel marmo, sul lato della Piramide che da su Piazzale Ostiense.

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Quartiere Coppedè: un angolo stravagante nel cuore di Roma

Il quartiere Coppedè è un angolo stravagante di Roma, dove il tempo sembra essersi fermato e il mistero crea un’atmosfera surreale.

Eppure siamo nel bel mezzo del traffico romano, tra Via Tagliamento e Piazza Buenos Aires, in quartiere della città seppur molto elegante comunque caotico.
Ma basta girare un angolo e magia…

Il quartiere Coppedè non è proprio un quartiere in termini di dimensioni perché consiste in sole 26 palazzine e 17 villini e prende il nome dal suo architetto Gino Coppedè, un architetto fiorentino che dal 1915 al 1927 si dedicò a questo progetto romano. Siamo negli anni del Fascismo ma basta un’occhiata per capire che la sua opera è di più quanto lontano possa esistere dalla classica e geometrica architettura fascista.

Un progetto misterioso quello di Coppedè, che rimase infatti incompiuto dopo la sua misteriosa morte, c’è chi parla di malattia e chi addirittura di suicidio in quanto personaggio legato alla massoneria… fatto sta che di mistero e simbologia esoterica in questo quartiere ce n’è tanto!

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Movember: Novembre è proprio un mese coi baffi

La prima volta che ho sentito parlare di Movember ero a New York, circondata da maratoneti, residui di Halloween e ragazzi con baffi…neanche un ragazzo senza barba o senza baffi!

Così ho scoperto Movember e da allora ogni anno lo celebriamo, con o senza baffi 🙂

Ma cos’è MOVEMBER?

Movember è un movimento nato con la fondazione Movember Foundation: un’organizzazione no profit, ideato da 4 giovani australiani e che ha come unico scopo quello di ridurre il numero delle morti giovanili causate del cancro alla prostata.

Moustache + November = Movember 🙂
Praticamente durante tutto il mese di Novembre, i “Mo Bros”, in slang americano i “Fratelli di Baffo”, si lasciano crescere baffi e anche la barba come simbolo di supporto alla causa, per sensibilizzare i giovani sui tumori  e naturalmente raccogliere fondi per la ricerca scientifica.

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La vera storia di Halloween: un salto nella magica Irlanda

La vera Storia di Halloween, tra scherzetti e zombie, nasce nella magica Irlanda ed è strettamente legata alla sua cultura popolare.

Anche voi pensavate fosse “un’americanata”, vero?
Invece no, il merito è tutto degli irlandesi e in America ci è arrivata dopo, dove forse ha perso un pò dei suoi tratti magici ma… andiamo con calma e immergiamoci nella vera atmosfera del regno dei morti…

In Irlanda si racconta una vecchia favola popolare che ha come protagonista un vecchio fabbro ubriacone di nome Jack. Una sera di tantissimi anni fa mentre beveva le sue birre in un pub, Jack fu disturbato dal Diavolo in persona, deciso a reclamare la sua anima.
Jack ubriaco ma furbo e chiese al Diavolo un ultimo favore in cambio della sua anima: qualche moneta per bere un’ultima birra. Il Diavolo accettò ma non avendo soldi con sé decise di trasformarsi in una moneta per pagare l’oste.
Jack, scaltro, prese la moneta e se la infilò in tasca accanto ad una croce d’argento, aveva fregato la Morte, a contatto con la croce il Diavolo non poteva prendere più le sue sembianze!

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Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione

I weekend fuori stagione hanno un fascino tutto particolare.
Per me hanno il sapore dell’avventura, del buon cibo e della vacanza slow, a ritmi lenti.
Tra le varie mete su cui ho puntato l’attenzione, ce n’è una che mi attira parecchio: l’Isola d’Elba!

Ci sono stata da bambina, ma spulciando tra gli album dei ricordi dei miei genitori e su internet tra diari di viaggio e fotografie, la curiosità ha fatto tornare in me la voglia esplorare l’Isola, magari proprio fuori stagione per poterla vivere al meglio.

La particolarità dell’Isola d’Elba è che sia in autunno che in primavera regala un clima mite. Ad Ottobre, infatti, sembra addirittura esserci qualche temerario che si diverte in acqua!

Raggiungere questa “piccola perla” nel Tirreno, (che tanto piccola non è essendo la terza isola italiana per grandezza) è abbastanza semplice: da Piombino partono frequenti traghetti che in un’ora solamente ti portano a destinazione.
Sul web è facilissimo prenotare traghetti per L’Elba, direttamente da casa, scegliendo orari, giorni e tariffe migliori.

Ma ora la domanda nasce spontanea? 🙂
Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione?
Beh, preparate le scarpe sportive e lasciatevi guidare dal vostro appetito che l’Elba riserva diverse sorprese:

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Contest: racconta un viaggio e vinci un Voucher Ryanair

Chi ama viaggiare, non si stanca mai di fare di fare le valigie (io odio disfarle).

Chi ama viaggiare, ama anche leggere storie di viaggio o ama raccontare le proprie avventure.
C’è chi preferisce scrivere, chi ama l’interazione di persona e chi racconta attraverso le fotografi.
Qualsiasi sia il mezzo, il fine è unico: condividere! 🙂

Per me raccontare un viaggio, significa scrivere storie per imprimere ben bene i ricordi nella memoria, rivivere le emozioni e poi… scrivere mi rilassa, è il mio esercizio zen!

Ad Agosto, con tanto stupore, seguendo la mia passione sono arrivata al 3 posto tra i post di viaggio più letti con questo articolo sui tramonti più belli che ho visto in viaggio, sul portale Travel 365, sfiorando un voucher Ryan Air in regalo!

Ebbene si, Travel 365, è un magazine on line, perfetto per i viaggiatori, con consigli di viaggio aggiornati, post interessanti e sopratutto con una sezione molto ma molto carina ma chi vuole raccontare i suoi viaggi scrivendo piccoli diari con la possibilità di vincere altri viaggi.

Vi spiego tutto io!

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I miei tramonti in viaggio più belli

Ci sono dei luoghi che ti rimangono dentro inspiegabilmente, un pò per la storia, un pò per la compagnia e un pò perché in qualche modo speciali.

Tra i  miei posticini speciali, quelli che conservo tra ricordi e souvenir di viaggio più importanti hanno tutti un elemento in comune: dei tramonti da favola.

Sarà che sono un pò “vintage” dentro, ma a me i tramonti piacciono, mi fanno sentire in pace.
Cosi’ spulciando tra tra vecchie foto di vacanze e e sorrisi, ho creato la mia personale classifica dei tre tramonti più belli visti nei miei viaggi.

Al terzo posto, un tramonto tutto italiano, è stato forse il primo tramonto a lasciarmi decisamente a bocca aperta… siamo in Sardegna, più precisamente sulla sconfinata spiaggia di Piscinas, sulla Costa Verde.

Credo che chiamarla spiaggia sia riduttivo… è una distesa di km e km di sabbia dorata finissima con alle spalle dune alte quasi 60 metri e davanti un mare sconfinato… è agosto, mi ricordo 4 amici, pochissima gente attorno a noi, un accampamento di ombrelloni e teli da mare, il sale che brucia sulla faccia e il deserto…
Ebbene si, anche il Mediterraneo ha il suo deserto!
E su questo paradiso all’improvviso un tramonto S P E T T A C O LA R E.
Non ricordo di aver mai visto più un sole così grande e così infuocato, scendere piano piano all’orizzonte sul mare.
Come non rimanere stregati!

Spiaggia di Piscinas in Sardegna. Giuro che lo foto non è modificata, era il 2012 e non sapevo neanche cosa fosse un filtro! :)
Spiaggia di Piscinas in Sardegna. Giuro che lo foto non è modificata, era il 2012 e non sapevo neanche cosa fosse un filtro! 🙂

Al secondo posto un tramonto a medio raggio,  mi è piaciuto così tanto che già ho scritto un post!

Siamo a Formentera, nella località di Cap De Barbaria e qui sono protagonisti, un faro, i gabbiani ed un buco nella roccia che porta ad una terrazza a picco sul mare.
Vi ho incuriosito? Leggete qui!

Il meraviglioso tramonto al faro del Cap De Barbaria a Formentera
Il meraviglioso tramonto al faro del Cap De Barbaria a Formentera

Al Numero 1 della mia classifica dei tramonti più belli in viaggio, bisogna allontanarsi un pò da casa…

La mia è stata una pazzia, un itinerario di viaggio dall’altro lato del mondo creato apposta per raggiungere una meta particolare…
Ma i miei compagni di viaggio nonostante un’ avventura ai limiti con la realtà, hanno apprezzato… 🙂

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La storia della scritta Hollywood

Bianca e superba domina le colline di Los Angeles.
E’ la scritta più iconica che il mondo conosca, nove lettere simbolo della città degli angeli e del suo paradiso cinematografico: Hollywood.

Tutti la conosciamo e abbiamo sognato almeno una volta di vederla dal vivo…ma chi di voi conosce la sua storia? 🙂

Quando sulle immense strade di Los Angeles questa enorme scritta mi è apparsa all’improvviso, nove lettere giganti mi hanno colpito dritto in faccia.
In quel preciso istante ho avuto la sensazione di trovarmi in un film e mi si è accesa la curiosità… ma come nasce questa scritta? Qual è la sua storia?

Così, davanti un enorme cappuccino fumante, scopro la storia della scritta Hollywood.

Era il 1923, quando la scritta Hollywoodland compare per la prima volta sulla città di Los Angeles per pubblicizzare la vendita di case in questo nuovo quartiere emergente chiamato Hollywood…
Hollywoodland... 13 lettere in legno, alte 14 metri, illuminate da 40mila lampadine, un investimento pubblicitario che dopo 18 mesi sarebbe dovuto essere rimosso.

Invece, gli anni della Grande Depressione sono vicini e l’azienda pubblicitaria in crisi economica smette di occuparsi della scritta, lasciandola abbandonata e senza illuminazione.
Dopo qualche anno però, città di Los Angeles decide di prendersene cura con una grande intuizione: l’industria cinematografica di Hollywood cresce sempre più, così perché non togliere solo la scritta Land e promuovere HOLLYWOOD, il mercato del cinema?

Idea geniale! E all’inizio degli anni ’50, la scritta Hollywood comincia a diventare famosa in tutto il mondo, simbolo dello sfarzo e della ricchezza del mondo del cinema.

Ma la bellezza ha un prezzo e va curata!
Le famose 9 lettere sono in legno e così termiti e condizioni atmosferiche non tardano ad arrivare e pian piano la scritta comincia a deteriorarsi.

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Boulevard of Broken Dreams | Il memorial di James Dean

Quello che più amo nei miei viaggi on the road sono le sorprese che la strada mi regala.
Per me niente vento nei capelli o nottate in motel da incubo. Per me solo belle sorprese, grazie 🙂
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