Il Gazometro: il gigante d’acciaio di Roma

Un gigante di acciaio sulla riva del Tevere, ormai protagonista di film e cartoline, compagno dei romani e piano piano anche riconosciuto dai turisti, è lui, il famoso Gazometro! (o Gasometro)

Per me non esiste giornata senza Gazometro, nel mio tragitto casa- lavoro, nelle mie passeggiate, all’alba, al tramonto, di notte,   lui è sempre lì, è la mia certezza.
Per me quando c’è il gazometro c’è casa 🙂

Ma cos’è questo Gazometro?
Ormai lo si vede sempre più spesso tra ambientazioni cinematografiche, foto storiche e come protagonista della nuova architettura industriale.

E infatti, se oggi è simbolo immobile e anche un pò abbandonato del panorama urbano romano, per capire la sua storia bisogna immaginare una Roma del passato, quando la città cominciava ad aprirsi alle “nuove tecnologie”.
Bisogna fare un salto nei primi anni del ‘900, precisamente il grande gazometro entrò in funzione nel 1937 ed era l’anima elettrica della città, un enorme contenitore di gas destinato sia all’illuminazione della città che all’uso domestico.
Una vera e propria innovazione per la città!
Non è difficile incontrare nostalgici romani del quartiere Ostiense che ricordano la loro infanzia legata ai ritmi del gazometro e di come  lo spettacolo del gas che pian piano saliva e riempiva la struttura d’acciaio facesse parte della loro quotidianità.

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Marzamemi in 10 scatti

Placide barchette bianche e blu, le reti dei pescatori e lo loro rughe, gatti panciuti, una piazza di pietre bianche, fichi d’india e un orologio che indica un tempo lento, così lento che sembra appartenere ad un altro mondo.
Si, potrebbe essere perfettamente un set cinematografico ma invece è realtà. E’ la realtà di Marzamemi, un incantato borgo di pescatori, all’estremo sud della Sicilia, a 3 km da Pachino, il paese del pomodorino che tutto il mondo ci invidia 🙂

Una volta messo piede in questo paesino, si viene catapultati in un altra epoca e lontano dal periodo turistico, la sensazione di tempo dilatato è ancora più forte e affascinante.

Io amato questo piccolo paesino fin da subito, quando appena arrivata, mentre stavo per scattare una foto al porticciolo, mi rendo conto che un gruppo di pescatori che tirava su le reti dopo una giornata di lavoro, si stava mettendo in posa sorridendo, solo per me  per regalarmi uno scatto indimenticabile <3

Credo proprio che il modo migliore per condividere con voi le emozioni e raccontarvi Marzamemi sia proprio attraverso delle fotografie, infatti ho scelto 10 scatti che per me racchiudono la vita di questo borghetto.

Piazza Regina Margherita, la piazza principale di Marzamemi, tutta bianca e con due chiese entrambe dedicate a San Francesco, protettore del borgo. La piazza è piena di locali e bar dove cenare o rilassarsi con un aperitivo.
Piazza Regina Margherita, la piazza principale di Marzamemi, tutta bianca e con due chiese entrambe dedicate a San Francesco, protettore del borgo. La piazza è piena di locali e bar dove cenare o rilassarsi con un aperitivo.
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Angoli magici di Marzamemi, starei seduta li a sorseggiare drink e leggendo un libro per ore ed ore…
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I vicoletti tra le case dei pescatori
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La Chiesa vecchia di San Francesco d’Assisi
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Le mie preferite… le case dei pescatori in bilico tra il blu e i fichi d’india
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Semplicemente il mare di Marzamemi
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Una delle stradine principali di Marzamemi che dalla tonnara porta alla piazza principale. Se decidete di mangiare qualcosa qui vi faranno compagnia parecchi gattini in attesa di un vostro assaggio.
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Una Parte di Marzamemi vista dal pontile del porto
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La vista dalla tonnara di notte
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Il tramonto sul laghetto di Marzamemi

Marzamemi è un borgo davvero piccolo ma ricco di storia e, come avrete visto dalle foto, le parole non servono per descriverlo.
Marzamemi  ha una storia importante che parte dalla dominazione dagli antichi arabi in Sicilia, passa per una tonnara che in passato fu una delle più importanti e fruttuose del mediterraneo fino ad arrivare a saggi pescatori che hanno saputo sfruttare le potenzialità del turismo e che ora accolgono lo straniero con una gentilezza che solo il popolo siciliano conosce.

Per finire in bellezza non dimentichiamoci che qui le nostre papille gustative non possono trovare pace, siamo nella terra del Nero d’Avola, della bottarga, del tonno fresco, del pistacchio e del mitico pachino.
Mettiamoci l’anima in pace e ingrassiamo di piacere! 🙂

 

 

 

Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione

I weekend fuori stagione hanno un fascino tutto particolare.
Per me hanno il sapore dell’avventura, del buon cibo e della vacanza slow, a ritmi lenti.
Tra le varie mete su cui ho puntato l’attenzione, ce n’è una che mi attira parecchio: l’Isola d’Elba!

Ci sono stata da bambina, ma spulciando tra gli album dei ricordi dei miei genitori e su internet tra diari di viaggio e fotografie, la curiosità ha fatto tornare in me la voglia esplorare l’Isola, magari proprio fuori stagione per poterla vivere al meglio.

La particolarità dell’Isola d’Elba è che sia in autunno che in primavera regala un clima mite. Ad Ottobre, infatti, sembra addirittura esserci qualche temerario che si diverte in acqua!

Raggiungere questa “piccola perla” nel Tirreno, (che tanto piccola non è essendo la terza isola italiana per grandezza) è abbastanza semplice: da Piombino partono frequenti traghetti che in un’ora solamente ti portano a destinazione.
Sul web è facilissimo prenotare traghetti per L’Elba, direttamente da casa, scegliendo orari, giorni e tariffe migliori.

Ma ora la domanda nasce spontanea? 🙂
Cosa fare all’Isola d’Elba fuori stagione?
Beh, preparate le scarpe sportive e lasciatevi guidare dal vostro appetito che l’Elba riserva diverse sorprese:

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Visitare i Giardini La Mortella|Ischia

A volte non ci rendiamo conto di come alcuni luoghi da sogno, siano davvero a due passi da casa, senza la necessità di sorvolare nazioni o oceani.
E i Giardini la Mortella di Ischia ne sono la prova evidente! 🙂

Ischia, l’isola verde del Golfo di Napoli, si può racchiudere in 3 parole: sole, verde e relax, (al quarto posto ci metterei pure le mangiate di pesce…)

Ischia
Ischia

Ischia in passato era la meta preferita di arzilli tedesconi in cerca delle sue famose acque termali, oggi invece sta rivivendo uno svecchiamento generazionale e sempre più giovani la scelgono  l’isola verde per le loro vacanze.

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Il Museo Egizio di Torino – un’ eccellenza tutta italiana

Museo egizio Torino

 Da bambina, faraoni, imperatici, piramidi, mummie e vasi canopi erano i protagonisti delle mie storie preferite.
I film con Totò e Cleopatra i miei preferiti.

Una curiosità nata sfogliando le foto del viaggio di nozze dei miei genitori, fotografie anni ’80 in una Valle dei Re semplicemente magica.
Sono cresciuta con l’immagine di queste fotografie fisse nella memoria, maturando un sogno … prima o poi un viaggio lì, tra faraoni e sfingi lo farò anche io!

Nel frattempo, senza andare troppo lontano, vivere una giornata catapultati nel fascino dell’antico Egitto è possibile: il Museo Egizio di Torino è un MUST per chi ama la sua storia e per i curiosi che vogliono saperne di più.

Non lo so quante ore ho trascorso nel museo, so solo che a fine visita la mia autoguida era bollente, le mie orecchie rosso fuoco, la mia collezione dei cataloghi dei “miei musei”  più ricca e i miei occhi pieni di storia.

Museo egizio Torino
Particolare del sarcofago dell arciere della necropoli di Assiut

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5 foto che vi faranno innamorare della Galleria Borghese

Apollo e Dafne - Bernini - Galleria Borghese

5 fotografie che vi faranno innamorare (almeno spero) della Galleria Borghese di Roma, il museo nel cuore verde della capitale.

Un concentrato di bellezza e splendore da rimanere a bocca aperta, e non c’è bisogno di essere esperti del settore: l’arte è una forma di comunicazione orizzontale, colpisce tutti, basta aprire il proprio cuore.

In due ore sono tornata sui banchi del liceo, tra lil terrore delle interrogazioni in storia dell’arte e i ricordi offuscati delle lezioni sui generis del prof De Simone .
In due ore mi si sono aperti tanti di quei cassetti della memoria che sono uscita ringiovanita di 10 anni. 🙂

Ecco le mie top 5 🙂

Il ratto di Proserpina - Bernini
Il ratto di Proserpina – Bernini

Bernini aveva solo 23 anni quando cominciò quest’opera…
Vi ricordate la storia?
Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità), fu notata da Plutone, Re degl’Inferi che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva dei fiori.
Eccola, la mano di Plutone che stringe la carne di Proserpina, il massimo del pathos, la lezione di storia dell’arte era lì, nascosta in qualche angolo buio della memoria! Read more

La Casina delle Civette: un piccolo tesoro nel cuore di Roma

Tra i gioielli di Roma ce n’è uno piccino piccino, una casina magica  ispirata alle civette, piena di colore in perfetto stile Liberty.

Questo piccolo tesoro l’ho scoperto due anni fa ed è entrato subito tra i miei preferiti personali: ricordo perfettamente il giorno in cui un gruppo di Invasori Digitali ha invaso la Casina delle Civette e conquistato il mio cuore.

Fuori dalle solite mete turistiche, questa casina magica si trova all’interno del Parco di Villa Torlonia di Roma. Oggi è un Museo dedicato alle Vetrate Liberty ma fino al 1938 fu la residenza privata del Principe Giovanni Torlonia Jr., che all’inizio del ‘900 volle dare alla sua dependance un tocco originale.
Fu proprio in quegli anni che questa casina fu il fulcro dei lavori di alcuni artisti dell’epoca che trasformarono un rustico edificio in stile capanna svizzera in un magnifico esemplare di studio Liberty, dando sfogo alla loro fantasia tra colori, vetrate, cigni, farfalle e civette protagoniste della casina.

Si racconta che il principe Torlonia fosse affascinato dalla cultura esoterica e dal tutto il mondo magico e simbolico che la caratterizza. Se pensate che la civetta è il simbolo dell’esoterismo, l’aspetto magico della casina delle Civette diventa ancora più forte!

Casina delle civette
Casina delle civette
Le vetrate dall'esterno della casina
Le vetrate dall’esterno della casina
Ingresso casina delle civette
Ingresso casina delle civette
Loggetta
Loggetta
Tetti della casina
Tetti della casina

Ogni stanza di questa casina, per me è stata una scoperta, le vetrate, i soffitti, la vista sul giardino della Villa, la sua stessa storia tutta da scoprire, sono un piccolo tesoro, così fragile nell’imponente “casino” di Roma.

I colori delle vetrate poi, sono indescrivibili!
Credo di aver scattato un centinaio di foto a tutte le sfumature di colore!

Casina dele civette
Casina dele civette
Vetrata del bagno del principe
Vetrata del bagno del principe
casina delle civette
stanza dei ciclamini
casina dele civette
Stanza delle rondini
casina dele civette
Vetrata della stanza delle civette

Vi sta venendo voglia di organizzare una visita? 🙂

Io ringrazio ancora Invasioni Digitali per avermi fatto conoscere questo tesoro e resto in attesa trepidante di altre entusiasmanti invasioni!

Segnalo una buona notizia per i residenti a Roma, grazie all’iniziativa Domenica al Museo, ogni prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Per i turisti ecco il sito del museo per tutte le info aggiornate!

La misteriosa storia della Mole Antonelliana

Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana, simbolo di Torino, ha una storia così ricca di stranezze e simboli esoterici da farne uno dei monumenti più misteriosi d’Italia.

La leggenda della Mole Antonelliana più comune è quella che circola negli ambienti universitari sulla sfortuna che perseguita gli studenti che salgono sulla Mole prima dell’ultimo esame. Io, che queste storie non ci credo… ho aspettato solo 10 anni dalla mia laurea per metterci piede e perdermi nel meraviglioso Museo del Cinema e per appassionarmi alla sua storia.

Come si dice.. meglio tardi che mai!

Prima del nostro weekend a Torino, documentandomi con le guide, sono rimasta affascinata dall’alone di mistero che questa città porta con sé, un’ombra di magia che lega Torino alla sua posizione geografica. Dopotutto anche la storia della Mole è ricca di stranezze a partire dal suo progetto.

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La leggenda della Torre degli Asinelli

La leggenda della Torre degli Asinelli

 La Torre degli Asinelli è la torre medioevale più alta d’Italia e simbolo della città di Bologna. Conoscete la sua affascinante leggenda?

C’era una volta un contadino molto povero, così povero che possedeva solo due asinelli.

Il contadino lavorava tutto il giorno tutti i giorni, aiutato solo dai suoi due asinelli e spinto dall’amore per la sua famiglia. Il contadino sognava un futuro roseo per la moglie e il suo unico figlio.

Un giorno mentre lavorava nei campi, i due asinelli cominciarono a scalciare e a battere gli zoccoli in un preciso punto del terreno. Il contadino non riuscendo a placarli, capì che forse doveva assecondarli e cominciò a scavare proprio lì, dove gli asinelli scalciavano.

La sorpresa fu enorme: un baule pieno di monete d’oro, d’argento e pietre preziose, il ricchissimo tesoro degli Asinelli.

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Mezzogiorno al Gianicolo: una cannonata vi stupirà!

Mezzogiorno al Gianicolo

Immagino un turista che cammina estasiato tra le strade di Roma…distratto da una colonna romana, stupito da una chiesetta nascosta ed estasiato da un gelato….  poi all’improvviso “BOOOOM”!!!!

Si, è proprio lo sparo di un cannone…ma non preoccupatevi, è solo mezzogiorno.

Una tradizione romana, imperdibile per un turista, è assistere allo scoccare del mezzogiorno affacciato dal belvedere del Gianicolo.

Un panorama mozzafiato e una cannonata sono le note distintive di una tradizione che va avanti da oltre un secolo!
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