Il Gazometro: il gigante d’acciaio di Roma

Un gigante di acciaio sulla riva del Tevere, ormai protagonista di film e cartoline, compagno dei romani e piano piano anche riconosciuto dai turisti, è lui, il famoso Gazometro! (o Gasometro)

Per me non esiste giornata senza Gazometro, nel mio tragitto casa- lavoro, nelle mie passeggiate, all’alba, al tramonto, di notte,   lui è sempre lì, è la mia certezza.
Per me quando c’è il gazometro c’è casa 🙂

Ma cos’è questo Gazometro?
Ormai lo si vede sempre più spesso tra ambientazioni cinematografiche, foto storiche e come protagonista della nuova architettura industriale.

E infatti, se oggi è simbolo immobile e anche un pò abbandonato del panorama urbano romano, per capire la sua storia bisogna immaginare una Roma del passato, quando la città cominciava ad aprirsi alle “nuove tecnologie”.
Bisogna fare un salto nei primi anni del ‘900, precisamente il grande gazometro entrò in funzione nel 1937 ed era l’anima elettrica della città, un enorme contenitore di gas destinato sia all’illuminazione della città che all’uso domestico.
Una vera e propria innovazione per la città!
Non è difficile incontrare nostalgici romani del quartiere Ostiense che ricordano la loro infanzia legata ai ritmi del gazometro e di come  lo spettacolo del gas che pian piano saliva e riempiva la struttura d’acciaio facesse parte della loro quotidianità.


Storie di una generazione di romani che ora guardano questa struttura vuota con occhi malinconici ma pieni di speranze per una riqualificazione futura.

Il Gazometro in tutto il suo splendore
Il Gazometro in tutto il suo splendore

Dai suoi quasi 100 metri, il nostro gazometro era il più alto d’Europa ma se curiosiamo bene, possiamo vedere che non era solo, accanto a lui spuntano altri 3 fratelli, più anzianotti, costruiti nel 1910, ma molto più piccoli…
Nella Roma del primo ‘900 il complesso dei gazometri faceva parte di un apparato industriale molto grande, che caratterizzava tutto il quartiere Ostiense, dalla Piramide fino a San Paolo.
In passato questo quartiere era il centro industriale della città e quindi lontano dai luccichii e dalle palette della bella vita romana.

Oggi il gazometro è un anima in acciaio, simbolo di un quartiere popolare che piano piano negli anni sta vedendo nuova vita, dalla riqualificazione dei Mercati Generali e del Porto Fluviale.
Un passaggio lento ma che sta già dando i suoi frutti, tra nuovi musei, nuovi locali e sempre più giovani.

I 3 gazometri minori, per ammirarli bisogna aguzzare la vista :)
I 3 gazometri minori, per ammirarli bisogna aguzzare la vista 🙂
Il panorama post industriale di Roma, non male vero?
Il panorama post industriale di Roma, non male vero?
I gazometri visti dall'interno dell'azienda Italgas
I gazometri visti dall’interno dell’azienda Italgas

Ricordo una notte Bianca dell’ormai lontano 2006, quando il Gazometro si trasformò in Luxometro, diventando un’installazione artistica di luci al led che riuscì ad illuminare il cielo della Capitale per chilometri e chilometri in linea d’aria… uno spettacolo entusiasmante ma mai più ripetuto!

Nel frattempo spero che il mio “vicino di casa” diventi il simbolo di un quartiere sempre più interessante per la scena culturale e sociale di Roma e sempre più aperto agli itinerari turistici!

Forza Gazometro!

Dettagli dell'architettura industriale romana
Dettagli dell’architettura industriale romana

 

 

 

 

 

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