Istanbul: il potere del viaggio e la bellezza dell’amicizia.

Istanbul

Ieri sera un amico mi manda un messaggio: è un anno che ci conosciamo!

Un anno fa ero ad Istanbul, la mia seconda volta in questa magica città: partivo da sola per raggiungere una mia compagna di scuola che era lì per migliorare il suo turco.

Il mio primo giorno ad Istanbul sarebbe stato completamente da sola, perché la mia amica aveva dei corsi da seguire. Nessun problema, viaggiare da sola non mi ha mai spaventato. Certo, l’anno scorso c’erano già stati tafferugli cittadini e la città era controllata dalla polizia, ma la coscienza è il segreto per muoversi in sicurezza!

Ma volete sapere una cosa?

Io, da sola, non ci sono stata neanche 10 minuti. Appena atterrata all’aeroporto di Istanbul-Atatürk, ero gia a chiacchierare con due ragazzi, e da lì, il gruppo non ha fatto altro che crescere!

Per me Viaggiare è conoscere persone nuove.

Partire da soli e ritrovarsi la sera stessa in un locale con un gruppo di una decina di ragazzi di nazionalità diverse, capirsi comunicando con un mix di italiano, inglese, tedesco e turco, significa che il viaggio sta andando nel migliore dei modi.

Per me viaggiare è divertimento.

Sono stati 3 giorni pieni di avventura, di simit e gözleme, di venditori di cozze ripiene agli angoli delle strade, di gatti e melograni, di pescatori sul Bosforo, di gelati appiccicosi, di pescivendoli urlanti, di Kebab enormi, di massaggi e hammam, di sguardi dei ragazzi turchi, di panorami da mille e una notte e di risate, tante risate.

Per me viaggiare è condividere.

Sono tornata a casa portando simit per tutti, braccialetti e collanine per me, una lampada enorme contrattata al Gran bazar per la mia casa, del cumino sparso in valigia, nuovi amici e tante storie che ancora oggi raccontiamo e ci fanno sorridere.

Per me viaggiare è arricchirsi!

 

 

 

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