Philadelphia: la prima città americana patrimonio UNESCO

Philadelphia, la città dell’amore fraterno, è stata nominata patrimonio mondiale dell’UNESCO ed è la prima città americana a rientrare tra le bellezze del World Heritage.

Un titolo importante, il primo in tutti gli Stati Uniti, che sottolinea e riflette l’importanza della città di Philadelphia nella storia americana.

Nata sotto il segno dell’Amore Fraterno, fondata da William Penn nel 1682, Philadelphia cresce come il simbolo utopico di una città rifugio per tutti i perseguitati in cerca di libertà religiosa, un posto dove vivere in armonia e in pace, fino a diventare simbolo della Indipendenza americana.Il 4 luglio 1776, nella storica Indipendence Hall, i padri fondatori americani stilarono e proclamarono i fondamentali principi democratici nella famosa “Dichiarazione d’ Indipendenza degli Stati Uniti d’America“, dichiarandosi indipendenti dallo stato Britannico.

L’Indipendence Hall per la sua importanza storica, è gia patrimonio mondiale dal 1979 e se vi trovate a Philadelphia non potete non visitarla (su Chestnut Street, tra la 5° e la 6° Strada)! Nella lista delle cose da fare metteteci anche un selfie con la campana più famosa della storia americana: la Liberty Bell, simbolo della rivoluzione, che l’8 luglio 1776 con i suoi tocchi radunò i cittadini di Philadelphia per la lettura della Dichiarazione d’indipendenza.

Con una storia così, Philadelphia aveva tutte le carte in regola per essere nominata come prima città americana patrimonio Unesco!

La scelta del XIII Congresso mondiale Unesco, ha tenuto in considerazione anche lo sviluppo culturale che la città sta vivendo in questi anni e degli investimenti per valorizzare i musei, la storia e l’educazione scolastica.

Philadelphia ha fatto della sua storia la benzina per investire in cultura e combattere la crisi finanziaria.

Se dico Philadelphia, penso a Rocky, alla scalinata più famosa del cinema, la scalinata del bellissimo Philadelphia Museum of Art, penso ai Girasoli di Van Gogh, penso al “LOVE“, la struttura di Robert Indiana, che troviamo in diverse città, penso al mercatino italiano, e penso alle sue migliaia di graffiti che ne fanno la Capitale mondiale della Street art 🙂

 

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