Piramide Cestia: un pò di Egitto nel cuore di Roma

Nel cuore di Roma c’è una piramide che svetta tra il traffico e le antiche mura aureliane della città. Si, è proprio una piramide stile egizio nel bel mezzo della storia e dell’architettura romana: è la famosa Piramide Cestia!

Anche se si tratta di un monumento simbolo dei romani e rappresentante di un intera zona della città, il quartiere Ostiense, da molti commenti ho scoperto invece che la Piramide risulta sconosciuta a ancora da molti turisti.

E allora qui tocca a me raccontarvi qualcosa! 🙂

Partiamo col dire che l’antico Egitto ha affascinato i romani sin da quando Augusto lo annesse come provincia dell’ impero, quindi si pensa che la nostra piramide sia una conseguenza di questa ammirazione. Anche in passato la moda aveva una certa importanza!

Infatti, un certo Caio Cestio Epulone, pretore romano e tribuno della plebe, forse affascinato dalla maestosità delle piramidi decise di far costruire il suo sepolcro proprio in classico stile egizio. Come diremo oggi Egizio Inspired 🙂

Da studi storici si calcola che il sepolcro fu costruito tra il 18 a.C. e il 12 a.C. e anche se non abbiamo una data certa sulla costruzione, siamo invece molto sicuri del volere del nostro Caio Cestio.
Forse di carattere un pò diffidente, Caio diede specifiche indicazioni sulla costruzione della tomba piramidale dopo la sua morte: nel testamento scrisse chiaramente che la piramide doveva essere costruita in meno di 330 giorni, altrimenti i suoi eredi non avrebbero visto neanche un sesterzo.
Questa storiella è proprio incisa nel marmo, sul lato della Piramide che da su Piazzale Ostiense.

Piramide di Caio Cestio. Da questa foto è visibile anche l'iscrizione che ne imputa la paternità.
Piramide di Caio Cestio. Da questa foto è visibile anche l’iscrizione che ne imputa la paternità.

Un tempo la Piramide costeggiava la via Ostiense era come oggi, inglobata nelle mure aureliane ma era interrata di 4 metri, quindi risultava molto più bassa.
La prima indagine di scavo della piramide fu fatto solo nel 1656,  quando fu aperto un varco attraverso per entrare all’interno, ma comunque l’ingresso è rimasto vietato ai visitatori fino a qualche anno fa.

Per fortuna oggi la Piramide è in ottime condizioni ed è aperta al pubblico grazie ad un restauro recente finito nel 2014, durato quasi 330 giorni, come i giorni di costruzione voluti da Cestio 🙂 che ha ridato alla piramide il suo colore originale, rispettando gli antichi materiali, ovvero un bellissimo marmo di Carrara e proteggendola anche da futuri danni strutturali.
E’ infatti uno dei migliori monumenti antichi preservati al meglio!
E se oggi possiamo ammirare la Piramide in tutto il suo splendore si fuori che dentro dobbiamo ringraziare un mecenate giapponese, il Signor Yuzo Yagi, che ha pagato di tasca sua tutti i lavori e ha reso possibile tutto ciò.

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Eh si, la Piramide è stata chiusa per secoli, essendo stata costruita seguendo tutti i crismi egiziani, la Piramide non aveva un ingresso, infatti la camera mortuaria di circa 23 mq fu murata al momento della sepoltura, secondo l’usanza egiziana.
La prima violazione all’interno della tomba ci fu forse nel Medioevo, quando un gruppo di ladruncoli scavando un cunicolo è riuscito ad entrare nella piramide, e forse proprio in questa occasione fecero razzie portando via l’urna o il sarcofago (non si sa come sia stato sepolto il nostro Caio) ed enormi porzioni di affreschi, ancora oggi sul soffitto c’è infatti un buco enorme!

La cosa che mi ha colpito è che l’interno della Piramide non ha nulla a che fare con lo stile egizio, anzi le pitture e decorazioni sono in classico stile romano, anzi pompeiano, dove spicca il classico rosso e il blu.
Egizia si… ma dall’assenza romana! 🙂

La punta della piramide con il suo parafulmine!
La punta della piramide con il suo parafulmine!

Oggi si può entrare nella Piramide solo in giorni particolari, con una guida e con prenotazione obbligatoria.
E’ aperta per le visite il 2° e 4° sabato del mese per i singoli alle ore 11.00, per i gruppi alle ore 10.00 e 12.00.
Il 1° e il 3° sabato di ogni mese, alle ore 10.30, dopo la visita al Museo della Via Ostiense, è consentito l’accesso alla Piramide.

Per prenotare basta cliccare qui o telefonare al numero di Coop Culture +39 06 399 67 700.

Ma sapete qual è stata la rivelazione della guida che mi ha colpito di più?

Questa non è stata l’unica piramide di Roma!
La città possedeva ben altre 3 piramidi!
Due a Piazza del Popolo, probabilmente erano situate al posto delle famose Chiese gemelle, ma su queste non si hanno informazioni certe.
Un’altra all’ingresso di via della Conciliazione, considerata nel Medioevo la tomba Romolo, mentre quella di Cestio era chiamata Tomba di Remo, nonostante le incisioni esterne che ne imputano la paternità. Forse perché vicina al Colle Aventino, dove Remo, secondo la leggenda, pregò gli dei per governare la città.

Fatto sta che la Piramide di Via della Conciliazione  fu distrutta nel 1499 per ordine di papa Alessandro III Borgia per ampliare la viabilità della strada vicina a S.Pietro… che peccato!

A me questa storia sulla Piramide Cestia ha appassionato molto e spero di avervi raccontato qualcosa di nuovo!
Che ne pensate?

 

 

 

 

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