Quartiere Coppedè: un angolo stravagante nel cuore di Roma

Il quartiere Coppedè è un angolo stravagante di Roma, dove il tempo sembra essersi fermato e il mistero crea un’atmosfera surreale.

Eppure siamo nel bel mezzo del traffico romano, tra Via Tagliamento e Piazza Buenos Aires, in quartiere della città seppur molto elegante comunque caotico.
Ma basta girare un angolo e magia…

Il quartiere Coppedè non è proprio un quartiere in termini di dimensioni perché consiste in sole 26 palazzine e 17 villini e prende il nome dal suo architetto Gino Coppedè, un architetto fiorentino che dal 1915 al 1927 si dedicò a questo progetto romano. Siamo negli anni del Fascismo ma basta un’occhiata per capire che la sua opera è di più quanto lontano possa esistere dalla classica e geometrica architettura fascista.

Un progetto misterioso quello di Coppedè, che rimase infatti incompiuto dopo la sua misteriosa morte, c’è chi parla di malattia e chi addirittura di suicidio in quanto personaggio legato alla massoneria… fatto sta che di mistero e simbologia esoterica in questo quartiere ce n’è tanto!

Lo stravagante Quartiere Coppedè
Lo stravagante Quartiere Coppedè

Curiosi?

Per visitare al meglio questo “villaggio” e perdersi tra le sue stranezze consiglio di entrare dall’ingresso principale, da Via Dora e di attraversare il maestoso arco con il naso all’insù.
(Raggiungere il quartiere Coppedè è facilissimo, sia dalla stazione termini con il bus 38 o con la metro B fermata Policlinico.)

I due enormi palazzi uniti dall’arco sono i famosi palazzi degli Ambasciatori, un mix di stile Liberty, Decò e Barocco, pieno di simboli tra cui mascheroni, puttini, donne alate, cavalieri a cavallo e sotto l’arco un enorme lampadario in ferro battuto!
(Sembra di stare in all’interno di un salotto)
Ecco, già questo “semplice” ingresso ci guida nell’atmosfera surreale del quartiere.

Uno dei Palazzi Degli Amnasciatori. In questa giornata anche il cielo minaccioso crea mistero
Uno dei Palazzi Degli Amnasciatori.
In questa giornata anche il cielo minaccioso crea mistero
L'enorme lampadario in ferro battuto sotto l'acro tra i Palazzi degli Ambasciatori. Non vi dico l'atmosfera notturna che crea quando è acceso.
L’enorme lampadario in ferro battuto sotto l’acro tra i Palazzi degli Ambasciatori.
Non vi dico l’atmosfera notturna che crea quando è acceso.

La piazzetta che ci troviamo davanti è quella principale del quartiere: Piazza Mincio, con al centro la Fontana delle Rane, che mi ricorda così tanto quella delle Tartarughe a Piazza Mattei e che ho trovato uguale uguale a San Francisco.
Ma qui le protagoniste sono loro, queste simpatiche ranocchie che spruzzano acqua da ogni lato della fontana.

Piazza Mincio con al centro la Fontana delle Tartarughe
Piazza Mincio con al centro la Fontana delle Tartarughe
Una ranocchia della Fontana delle Rana
Una ranocchia della Fontana delle Rana

A ogni lato della piazzetta, palazzetti e villini surreali.

La palazzina del Ragno. E’ un attimo capire perché si chiami così: un enorme ragno domina l’ingresso del palazzo e fargli compagnia un mascherone, leoni, aquile.

Palazzo del Ragno
Palazzo del Ragno
Il ragnone del Palazzo del Ragno :)
Il ragnone del Palazzo del Ragno 🙂

Di fronte, un palazzo con un portone protagonista di film gialli e horror, gli appassionati di Dario Argento lo riconosceranno subito! 🙂

L'ingresso "horror" del palazzo a Piazza Mincio 2
L’ingresso “horror” del palazzo a Piazza Mincio 2

E poi, il Villino delle Fate.
Descrivere questo villino è difficile. E’ un mix di stili che vanno dal Liberty al Greco, vi sono cavalieri, dame, cavallucci marini, serpenti, api, antichi romani…
In più sulle sue pareti esterne si omaggia Roma, Firenze eVenezia con riferimenti a Dante e Petrarca.
Trovare un filo logico è impossibile ma forse è questo il bello che crea la favola. Anzi trovare quanti più simboli e figure strambe diventa quasi un gioco, credo che qui si divertirebbero anche i bambini!

Il Villino delle Fate
Il Villino delle Fate

Credo che il miglior modo per godere di questa perla rara nel cuore di Roma sia semplicemente passeggiare muniti di macchina fotografica e tanta curiosità tra le strade semi deserte e le case che sembrano disabitate.
E non vi preoccupate se ad un certo punto sentirete la sensazione strana di essere osservati… magari qualcuno vi sta spiando dalle finestre chiuse o ascoltando dai citofoni senza nomi o sono i mascheroni e i gli affreschi che seguono i costi passi? …

Vi avevo avvisato che una volta entrati qui, sareste stati avvolti dal fascino del mistero…Provare per credere!

Ps: per i più curiosi, nelle vicinanze del quartiere Coppedè, più precisamente a Villa Torlonia, c’è un altro tesoro tutto da scoprire al sapore di favola: la Casina delle Civette.

 

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